MANCIANO. C’è una fotografia precisa, quasi immobile, dentro questa vicenda: un tavolino in un appartamento di campagna, un frammento di hashish lasciato in vista, il silenzio di chi viene fermato e poche ore dopo si ritrova davanti a un giudice.
È da qui che parte l’ordinanza firmata dal gip del tribunale di Grosseto, Giuseppe Coniglio, che venerdì 6 marzo ha convalidato l’arresto di Aymen Romdhani, tunisino di 36 anni, senza fissa dimora, fermato dai carabinieri nella frazione di Marsiliana, nel comune di Manciano, e ha disposto nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere.
Davanti al giudice, nella casa circondariale di Grosseto dove si trova detenuto, l’uomo ha scelto di non rispondere, senza contestare la ricostruzione già messa agli atti dagli investigatori.
La scoperta nell’agriturismo
I carabinieri della stazione di Manciano e del Norm di Pitigliano erano arrivati in un agriturismo a Marsiliana, seguendo un’attività di controllo sullo spaccio.
Quando i militari hanno fermato Romdhani all’uscita di uno degli appartamenti, all’interno del locale è bastato uno sguardo per trovare il primo elemento: un frammento di hashish appoggiato sul tavolo del soggiorno.
Poi la perquisizione si è spostata nelle altre stanze dove sono stati trovati 52,60 grammi lordi di eroina, 5 dosi termosaldate di eroina per altri 3 grammi, 5,3 grammi di hashish e un bilancino di precisione con tracce di stupefacente.
Accanto alla droga anche 640 euro in contanti, due telefoni cellulari e una sim telefonica. Il narcotest ha poi confermato la natura delle sostanze sequestrate.
Per il giudice droga pronta per lo spaccio
Nelle pagine dell’ordinanza il gip mette in fila gli elementi che hanno portato alla decisione: la quantità della sostanza, il confezionamento in dosi, il bilancino, il denaro.
Per il tribunale si tratta di un quadro incompatibile con un uso personale.
Il giudice sottolinea anche un altro aspetto: l’assenza di una stabile occupazione, di un domicilio e la difficoltà dell’indagato a comprendere e parlare italiano vengono letti come elementi che aumentano il rischio di reiterazione del reato e di fuga.
Perché resta in carcere
La decisione finale è netta: nessuna misura alternativa è stata ritenuta sufficiente.
Secondo il gip, il contesto in cui è maturato il fatto e il quantitativo di stupefacente sequestrato indicano una struttura organizzata di spaccio nella quale l’uomo si sarebbe inserito.
Per questo l’arresto è stato convalidato e la misura cautelare confermata: Romdhani resterà nel carcere di Grosseto a disposizione dell’autorità giudiziaria.



