GROSSETO. Si è seduto sulla panchina come se fosse un incontro qualsiasi. Pochi secondi, uno sguardo rapido attorno, il denaro passato di mano e tre involucri bianchi consegnati subito dopo. Una scena durata pochissimo, abbastanza però perché gli investigatori che stavano osservando tutto intervenissero immediatamente.
Il blitz è scattato nel pomeriggio di venerdì 13 marzo nel parco di via Podgora, dove la squadra mobile teneva sotto controllo da tempo una zona ritenuta sensibile per il piccolo spaccio urbano.
A finire in manette è stato Moussa Romdhani, 23 anni di origini tunisine, fermato subito dopo la cessione di tre dosi di cocaina a un italiano.
Il contatto via WhatsApp e l’appuntamento nel parco
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’incontro era stato fissato poco prima tramite WhatsApp. L’acquirente, un cinquantenne di Grosseto, aveva ricevuto la posizione e si era presentato nel giardino pubblico aspettando seduto su una panchina.
Romdhani è arrivato in bicicletta, si è seduto accanto a lui e in pochi istanti è avvenuto lo scambio. Tre palline di cocaina per 100 euro in contanti.
Subito dopo sono entrati in azione gli agenti.
La droga sequestrata e i soldi trovati addosso
L’acquirente ha consegnato immediatamente agli agenti i tre involucri appena ricevuti. Le successive verifiche hanno confermato che si trattava di cocaina per un peso complessivo di 2,72 grammi.
Addosso a Romdhani sono stati trovati due biglietti da 50 euro, ritenuti il pagamento appena incassato.
L’uomo fermato avrebbe riferito di aver acquistato droga dallo stesso ragazzo anche in altre occasioni recenti. Sempre alla stessa cifra.
Processo immediato davanti al tribunale
Nel giro di poche ore il caso è arrivato davanti al tribunale di Grosseto. L’udienza si è svolta con rito direttissimo davanti alla giudice Agnieszka Karpinska.
Romdhani era difeso dall’avvocato Giulio Parenti: l’arresto è stato convalidato.
Il tribunale: fuori dalla provincia
Accolta anche la richiesta della procura di applicare una misura cautelare immediata. Per il giovane è stato disposto il divieto di dimora in tutta la provincia di Grosseto.
Una decisione motivata dal rischio concreto che potesse tornare rapidamente a spacciare nello stesso territorio.
Negli atti si evidenzia come il contesto operativo e le modalità della cessione indichino una presenza già inserita nel circuito dello spaccio locale.
Il dettaglio che pesa: droga in un parco frequentato da famiglie e studenti
Uno degli aspetti considerati più gravi riguarda il luogo scelto per la vendita. Il giardino pubblico dove è avvenuto lo scambio si trova in una zona frequentata ogni giorno da residenti, bambini e studenti.
Un elemento che ha pesato nella valutazione complessiva della pericolosità del fatto.
Gli investigatori ora stanno verificando eventuali altri contatti e possibili collegamenti con episodi analoghi avvenuti nelle ultime settimane.
L’obiettivo è capire se dietro il singolo episodio ci sia un’attività più ampia già radicata sul territorio.



