Suvereto: sì alle energie rinnovabili, ma con regole e tutela del territorio | MaremmaOggi Skip to content

Suvereto lancia l’appello: «La transizione energetica non può distruggere il nostro paesaggio»

L’amministrazione comunale interviene dopo il tavolo regionale di Firenze e la manifestazione del Comitato Terre Val di Cornia: «Servono regole chiare, pianificazione pubblica e il coinvolgimento delle comunità locali»
La sindaca Jessica Pasquini al tavolo regionale a Firenze

SUVERETO. La transizione energetica è una sfida indispensabile, ma non può trasformarsi in una corsa senza regole che rischia di compromettere il paesaggio, l’agricoltura e l’identità della Val di Cornia. È questa la posizione ribadita dall’amministrazione comunale di Suvereto, che nei giorni scorsi ha partecipato al tavolo regionale sulle energie rinnovabili organizzato a Firenze, portando all’attenzione della Regione Toscana le istanze del territorio.

L’obiettivo dichiarato è quello di conciliare gli obiettivi di decarbonizzazione con la tutela delle campagne, del paesaggio e delle attività economiche che caratterizzano uno dei territori agricoli più importanti della Toscana.

Al tavolo regionale la voce di Suvereto e della Val di Cornia

Durante il confronto promosso dalla Regione Toscana, l’amministrazione comunale ha illustrato le proprie osservazioni sulle proposte di legge regionale dedicate allo sviluppo delle energie rinnovabili.

Nel corso dell’intervento è stata sottolineata la necessità di una governance pubblica della transizione energetica, ritenuta fondamentale per evitare che le trasformazioni del territorio siano guidate esclusivamente da iniziative private.

Secondo il Comune, il ruolo della pianificazione deve restare centrale e i Comuni devono poter partecipare alle scelte all’interno di un quadro normativo regionale chiaro, condiviso e capace di garantire equilibrio tra sviluppo e tutela del territorio.

Il sostegno alla manifestazione del Comitato Terre Val di Cornia

Nello stesso giorno del tavolo regionale, a Suvereto si è svolta anche la manifestazione organizzata dal Comitato Terre Val di Cornia, nata per richiamare l’attenzione sui numerosi progetti di impianti energetici previsti nell’area.

L’amministrazione ha espresso il proprio ringraziamento alle associazioni e ai cittadini che continuano a mantenere alta l’attenzione sul tema, riconoscendo l’importanza del confronto pubblico.

Alla manifestazione ha preso parte anche l’assessore Marco Toninelli, a conferma della posizione dell’amministrazione comunale.

«La transizione energetica va governata»

Il Comune ribadisce di non essere contrario alle energie rinnovabili, considerate uno strumento indispensabile per affrontare la crisi climatica.

Tuttavia, viene evidenziato come la transizione non possa tradursi in una trasformazione incontrollata delle campagne o in un processo guidato da logiche speculative.

Secondo l’amministrazione, la decarbonizzazione deve procedere insieme alla tutela dell’ambiente, del paesaggio e delle aree agricole, senza compromettere gli equilibri economici e sociali delle comunità locali.

«Serve una forte regia pubblica»

Tra i punti centrali del documento emerge la richiesta di una maggiore regia istituzionale.

L’amministrazione sostiene infatti che le trasformazioni territoriali non possano essere determinate soltanto da iniziative private, ma debbano inserirsi all’interno di una programmazione pubblica capace di coniugare sviluppo sostenibile e interesse collettivo.

Per questo viene chiesto alla Regione Toscana, pur nel rispetto delle competenze attribuite dalla normativa nazionale, di assumere un ruolo politico più incisivo al fianco dei Comuni.

Difendere paesaggio e agricoltura

Secondo il Comune di Suvereto, la tutela del territorio agricolo non rappresenta un ostacolo allo sviluppo delle energie rinnovabili.

Al contrario, viene sostenuto che una pianificazione attenta possa garantire una transizione energetica realmente sostenibile, evitando quella che viene definita una progressiva industrializzazione del paesaggio rurale.

Un rischio che, conclude l’amministrazione, potrebbe compromettere un modello economico costruito negli anni sull’integrazione tra agricoltura di qualità, turismo e valorizzazione del paesaggio.

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