Tragedia sulla provinciale: addio a Bilal, morto mentre provava l'auto di un cliente | MaremmaOggi Skip to content

Tragedia sulla provinciale: addio a Bilal, morto mentre provava l’auto di un cliente

Bilal Ezzine perde la vita in un drammatico incidente durante un giro di prova. Il ricordo di un giovane sognatore e il dolore della comunità per la scomparsa del giovane meccanico dell’IPSIA
Bilal Ezzine e il terribile schianto che gli è costato la vita
L’auto distrutta contro l’albero e un’immagine di Bilal Ezzine

SAN VINCENZO. Doveva essere un normale giro di prova, una verifica di routine su una Fiat Punto bianca prima di riconsegnarla al cliente.

Invece, quel breve tragitto sulla Strada Provinciale 20 si è trasformato nell’ultimo viaggio di Bilal Ezzine, il giovane meccanico che da poche settimane aveva coronato il sogno della sua vita rilevando, insieme al fratello, la storica officina di Luciano Grandi.

Scelte fatali

Bilal Ezzine
Bilal Ezzine

Bilal decide di provare l’auto nella strada più prossima al punto di lavoro, la Sp20 che collega Campiglia a San Vincenzo: «Una strada che però è pericolosissima, personalmente cerco di non imboccarla mai – racconta un residente che quelle strade le conosce bene – Una serie di curve con l’asfalto che la mattina presto è ancora umido a causa delle basse temperature della notte, diventa una lastra di ghiaccio».

Bilal, però, era residente a Donoratico e, forse, le pericolosità di alcuni tratti della zona ancora non le conosceva bene. Ezzine accende i motori e parte alla volta di Campiglia.

Era solo una prova, sarebbe rientrato al lavoro poco dopo. Invece, Bilal non è tornato più. L’auto non ha tenuto la presa su strada, complice, forse, una velocità un po’ più sostenuta e l’asfalto bagnato.

La macchina slitta. Impossibile riprenderla, fa un testacoda e finisce nella corsia opposta nell’altra direzione. 

Sulla dinamica sta lavorando la polizia municipale di San Vincenzo.

I primi soccorsi e la corsa contro il tempo

Per cause ancora al vaglio delle autorità, dunque, la vettura ha perso aderenza, innescando un testacoda incontrollabile che ha proiettato il mezzo nella corsia opposta. La corsa della Punto è terminata violentemente contro un albero, centrando in pieno il lato conducente e accartocciando le lamiere attorno al giovane.

Sono stati i soccorritori della Misericordia di San Vincenzo a fermarsi mentre rientravano da un servizio. Hanno trovato il giovane in condizioni già critiche ed hanno iniziato ad operarsi per salvargli la vita. Hanno chiamato il 118 richiedendo rinforzi, così arrivano la Croce Rosse di Venturina con medico a bordo e i vigili del fuoco di Piombino, essenziali per poter estrarre il ragazzo da quell’ammasso di lamiere. I pompieri hanno dovuto smontare e spaccare quello che restava dell’auto, hanno tolto le portiere di destra e il sedile del passeggero. 

Al momento dell’estrazione per il ragazzo c’era ancora qualche speranza, nonostante la gravità delle ferite, Bilal, seppur fievolmente, respirava: è rimasto quanto più ha potuto attaccato alla sua giovane vita.

È iniziata così una disperata corsa contro il tempo: è stato attivato l’elisoccorso Pegaso, atterrato poco dopo al campo sportivo. Tuttavia, proprio mentre i sanitari tentavano il trasferimento in barella, il cuore del giovane ha cessato di battere. I paramedici hanno praticato il massaggio cardiaco per oltre un’ora, tentando l’impossibile sotto gli occhi lucidi degli altri soccorritori e delle forze dell’ordine, ma ogni sforzo è stato vano.

Pegaso riprende il volo però senza Bilal. Lui, il suo volo lo ha interrotto a metà, proseguendolo nel cielo sbagliato. 

I paramedici, i vigili del fuoco, la polizia e tutti coloro che per primi hanno visto la scena, si sono dati da fare per evitare il peggio, oggi sono ancora tutti sconvolti.  Ci sono decessi davvero troppo duri da sopportare e con cui convivere anche per i più forti. Bilal non c’è più, una realtà a cui nessuno vuole ancora credere. 

Una comunità in lutto

Il messaggio di cordoglio di un'amica
Il messaggio di cordoglio di un’amica

La notizia ha scosso profondamente quattro comuni: Campiglia, dove lavorava; San Vincenzo, teatro della tragedia; Donoratico, dove il ragazzo viveva con la famiglia e Piombino dove aveva percorso gli studi.

Bilal era conosciuto da tutti come un “ragazzo dal cuore d’oro”, un lavoratore instancabile che dopo l’IPSIA aveva deciso di investire nel proprio futuro, diventando imprenditore, per lui e i suoi cari una grande soddisfazione.

L’officina, che doveva essere il punto di partenza per una solida realtà professionale insieme al fratello, è oggi serrata nel silenzio.

Aveva fatto il primo passo, l’aveva presa in gestione e aveva iniziato a mettere i primi mattoncini di quella che sarebbe dovuta essere una realtà di lavoro solida. 

Bilal lascia i genitori e tre fratelli, distrutti da una fatalità che ha spento troppo presto il sorriso di chi, con umiltà e passione, stava costruendo il proprio domani e che adesso dovranno trovare la forza di andare avanti e non abbattersi.

La salma è ancora a disposizione del Pubblico ministero.

 

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