PIOMBINO. Iniziano a farsi sempre più chiare le ombre attorno alla tragica scomparsa di Mattia Giorgi, il trentunenne trovato senza vita tre giorni fa nella sua abitazione al civico 14 di Via Dalmazia.
Sebbene nelle prime ore il ritrovamento del corpo dell’uomo avesse destato più di un dubbio, la dinamica dell’evento sembra ormai convergere verso una fatalità naturale. Mattia non sarebbe stato aggredito dai suoi cani.
Il ritrovamento e la scena della tragedia
A dare l’allarme è stato il padre, Massimo Giorgi, che da un paio di giorni non riusciva a mettersi in contatto telefonico con il figlio. Preoccupato da tutto quel silenzio, l’uomo si è rivolto ai carabinieri per sporgere denuncia di scomparsa. Una volta recuperate le chiavi dell’appartamento dove Mattia si era trasferito da pochi mesi, è avvenuta la drammatica scoperta.
All’interno della casa, i militari e il padre si sono trovati di fronte a una scena agghiacciante: i tre pitbull di razza Amstaff si aggiravano per le stanze in stato di forte agitazione, mentre il corpo dell’uomo giaceva esanime sul pavimento.
Gli accertamenti della scientifica

Nonostante le numerose tracce di sangue rinvenute nell’abitazione, i rilievi della scientifica sembrerebbero escludere l’ipotesi di un omicidio. Una valutazione, questa, alla quale i carabinieri sarebbero arrivati correlando più elementi: la casa era in perfetto ordine, senza segni di colluttazione o effrazione. Nessun oggetto di valore era stato portato via, e sul corpo dell’uomo non sono state trovate ferite compatibili con un’aggressione e nemmeno con l’uso di armi.
Il ruolo dei cani: possibile un tragico tentativo di soccorso
L’attenzione degli inquirenti si è concentrata sulle ferite superficiali trovate sul cadavere.
Se in un primo momento si era temuto un attacco dei cani, l’ispezione sul cadavere e la disposizione delle tracce suggeriscono una realtà ben diversa e, se possibile, ancora più toccante.
I segni sul corpo di Mattia potrebbero essere compatibili con un tentativo di risveglio da parte degli animali. Non sono stati riscontrati, infatti, segni di sbranamento o aggressione violenta.
L’ipotesi prevalente è che Mattia sia stato colto da un improvviso malore e che i cani, nel tentativo disperato di svegliare il loro proprietario, lo abbiano graffiato o morso superficialmente con zampe e bocca nel tentativo di scuoterlo.
Al momento l’intervento di terze persone sembrerebbe essere escluso.
Restano da chiarire con precisione l’orario del decesso e l’esatta natura del malore che ha stroncato il trentunenne, molto conosciuto in città. L’autopsia, in programma martedì 31 marzo, fornirà le risposte definitive per fare chiarezza e chiudere un caso che ha profondamente scosso la comunità locale.