GROSSETO. Nuova bocciatura per la Tirrenica da parte del governo e della maggioranza durante l’esame della legge di bilancio. Una scelta che riaccende lo scontro politico e che, secondo il capogruppo del Partito democratico in commissione ambiente alla Camera Marco Simiani, definisce un atto di gravità inaudita.
«L’ennesima bocciatura del nostro ordine del giorno sulla Tirrenica – dice l’onorevole – è l’ennesima presa in giro ai danni dei territori e dei cittadini. Dopo anni di annunci, promesse e passerelle, l’esecutivo dimostra nei fatti di non avere alcuna intenzione di realizzare un’infrastruttura strategica per il Paese, arrivando perfino a sottrarre risorse già stanziate».
Simiani: «È inaccettabile»
Secondo l’onorevole, è inaccettabile che tratti fondamentali della SS1 Aurelia vengano cancellati dal contratto di programma Mit-Anas e classificati come oltre piano, nonostante pareri tecnici favorevoli e cantieri pronti a partire, come nel caso del Tarquinia-Pescia Romana. «Siamo di fronte – dice Simiani – a un clamoroso fallimento politico e amministrativo».
Nel mirino anche il blocco del passaggio di competenze tra Anas e Sat e lo spostamento delle risorse. «Il governo ha tradito gli impegni assunti, dirottando altrove centinaia di milioni di euro già finanziati per la Tirrenica – dice Simiani – mentre cittadini, lavoratori e imprese continuano a viaggiare su una strada pericolosa, segnata da incroci a raso, accessi privati incontrollati e un numero inaccettabile di incidenti, spesso mortali».
«La destra, e in particolare i deputati eletti nei territori interessati, si assume una responsabilità enorme sul piano della sicurezza stradale e dello sviluppo economico – continua Simiani – Dire no a questo ordine del giorno significa dire no alla sicurezza e al futuro di intere comunità. Come Partito democratico continueremo a incalzare il governo finché non saranno stanziate le risorse per l’intera opera, sbloccati i cantieri e garantita una viabilità moderna e sicura per il sud della Toscana».



