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«Ti stupro» scritto sul muro del bagno: choc in una scuola media

La scritta sul muro del bagno l’ultimo giorno prima delle vacanze. La ragazzina è molto turbata. I carabinieri sul posto, il caso è ora all’attenzione della procura
Scritta "Ti stupro" sul muro del bagno di una scuola media in Maremma
Scritta “Ti stupro” sul muro del bagno di una scuola media in Maremma

GROSSETO. Una scritta con il nome di una ragazzina di 12 anni e la frase «ti stupro», accompagnata da una svastica e da riferimenti pornografici, è comparsa nei bagni di una scuola media di un comune della Maremma.

Un messaggio violento, diretto e inquietante, che ha fatto scattare immediatamente l’allarme all’interno dell’istituto e l’intervento delle forze dell’ordine.

Il fatto è avvenuto l’ultimo giorno di scuola prima delle vacanze di Natale.

Alcuni studenti, entrando nel bagno dei maschi, hanno notato la scritta sul muro e hanno avvisato la compagna il cui nome era stato riportato accanto alla minaccia.

Non una bravata, ma una minaccia esplicita

Non si tratta di una frase ambigua, né di una provocazione generica: la scritta contiene una minaccia di violenza sessuale, resa ancora più grave dalla presenza di una svastica e di richiami a contenuti pornografici. Un insieme di simboli e parole che compongono un messaggio di odio e intimidazione.

Un segnale che, per modalità e contenuto, va ben oltre la dimensione della “ragazzata” e apre scenari che chiamano in causa educazione, sicurezza e tutela dei minori.

Carabinieri a scuola, indagini in corso

La scuola ha immediatamente segnalato l’accaduto. I carabinieri sono intervenuti nell’istituto per effettuare rilievi fotografici e accertamenti tecnici. È stata presentata denuncia, sia dalla scuola che dalla famiglia, e la vicenda è ora all’attenzione della procura e del tribunale per i minorenni.

Un pubblico ministero è stato incaricato di coordinare le indagini per risalire all’autore – o agli autori – della scritta.

Una ferita che resta

La ragazzina coinvolta, secondo quanto emerso, ha vissuto giorni di forte turbamento emotivo dopo la scoperta della minaccia.

Un episodio che ha lasciato un segno profondo e che riaccende il dibattito sulla violenza verbale e simbolica tra giovanissimi, in un’età in cui le parole possono ferire quanto – e più – dei gesti. 

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