Teleriscaldamento davanti al convento di Arcidosso, interviene Italia Nostra: «Rischio ferita al paesaggio» | MaremmaOggi Skip to content

Teleriscaldamento davanti al convento di Arcidosso, interviene Italia Nostra: «Rischio ferita al paesaggio»

L’associazione chiede di spostare l’impianto previsto vicino al convento dei Cappuccini e alla chiesa di San Francesco
Il convento di Arcidosso e Francesco Pratesi di Italia Nostra
Il convento di Arcidosso e Francesco Pratesi di Italia Nostra

ARCIDOSSO. Sulla vicenda della stazione di teleriscaldamento prevista davanti al convento dei frati Cappuccini, interviene anche Italia Nostra – sezione Maremma.

L’associazione prende posizione dopo l’articolo pubblicato nei giorni scorsi da MaremmaOggi, che denunciava il progetto del comune di Arcidosso di realizzare una struttura tecnologica a ridosso del complesso religioso storico.

Secondo quanto riportato, l’intervento prevederebbe un edificio su due piani di circa 200 metri quadrati, destinato a ospitare impianti e tubazioni.

Un manufatto che, per dimensioni e funzione, secondo Italia Nostra potrebbe avere un forte impatto ambientale e paesaggistico in uno dei contesti più delicati e identitari dell’Amiata.

Un complesso storico tra Cinquecento e Novecento

Il luogo individuato per l’intervento si trova accanto al convento dei Cappuccini e alla chiesa di San Francesco, edificati tra il 1590 e il 1593 con il consenso del granduca Ferdinando I de’ Medici.

Si tratta, ricorda l’associazione, di un’area di grande valore storico e paesaggistico, caratterizzata da edifici e testimonianze architettoniche di pregio. Accanto alla chiesa si trova infatti la cappella funeraria di Merope Becchini, costruita nei primi anni del Novecento su progetto dell’architetto Lorenzo Porciatti.

All’interno della cappella sono custodite opere importanti, tra cui le statue dello scultore Giovanni Rosignoli e un grande dipinto di Merope Becchini realizzato da Galileo Chini, artista di fama internazionale.

A poche decine di metri sorge inoltre la secentesca villa della Palazzina, che contribuisce a formare un insieme paesaggistico e architettonico di grande armonia.

«Una ferita per il paesaggio dell’Amiata»

Italia Nostra afferma di aver preso in seria considerazione la denuncia della commissione comunale per il decoro urbano, che aveva espresso forti perplessità sulla collocazione dell’impianto.

Secondo l’associazione, la costruzione di una struttura tecnologica in questo contesto rischierebbe di infliggere «una profonda ferita al paesaggio amiatino», compromettendo un equilibrio costruito nel corso dei secoli.

Nel comunicato si ricorda anche come il territorio abbia già subito negli anni trasformazioni importanti legate allo sviluppo della geotermia, con conseguenze su paesaggio e territorio.

«Il teleriscaldamento non è in discussione»

Italia Nostra precisa comunque di non opporsi al teleriscaldamento in sé, riconoscendo il valore delle infrastrutture energetiche.

Secondo l’associazione, però, lo sviluppo deve essere compatibile con la tutela del patrimonio culturale e paesaggistico, come previsto dall’articolo 9 della Costituzione.

Per questo viene ritenuta più che giustificata un’eventuale opposizione al progetto, nel caso in cui non vengano individuate soluzioni alternative per la localizzazione dell’impianto.

L’appello al sindaco e alla soprintendenza

Nel documento viene anche auspicato un intervento attento della soprintendenza competente, oltre a una valutazione istituzionale da parte del comune.

Italia Nostra conclude confidando «nella sensibilità istituzionale, nella correttezza e nell’intelligenza del sindaco di Arcidosso» affinché venga individuato un sito diverso per la realizzazione dell’edificio, più compatibile con il contesto.

«Difendere questi luoghi – conclude l’associazione – significa difendere l’identità dell’Amiata e il futuro delle generazioni che verranno».

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