CASTEL DEL PIANO. Si apre oggi, sabato 28 marzo alle ore 17, la mostra personale di Carlo Tardani, follonichese da qualche anno trasferito nel paese amiatino per seguire figlia e nipotina.
Il paese francese di Saints Marie de la Mer sull’Amiata grossetana
La mostra fotografica che sarà inaugurata oggi, è un viaggio nel tempo, un viaggio personale fatto da Tardani a partire dal 1983 e conclusosi 40 anni dopo nella nota località francese dove ogni anno, nel mese di maggio, si svolge il pellegrinaggio in onore di Sara, la Santa nera non canonizzata che nel corso dei secoli è diventata la protettrice di tutti i gitani.
Nel corso di questi anni il suo obbiettivo ha colto immagini di una realtà particolare, quella gitana, che ha visto modificare i costumi e la socialità, l’integrazione e l’adattamento, pur mantenendo i propri tratti distintivi. Un viaggio nel tempo appunto, un viaggio che porta a riflettere sulle trasformazioni dei luoghi che inevitabilmente passano da quelle degli uomini che li abitano.
Una storia che si ripete in ogni angolo di mondo
Fin qui si potrebbe trattare di una semplice documentazione fotografica come tante se ne sono viste; invece l’idea che ha avuto Carlo Tardani deriva da un’osservazione diretta e perfettamente localizzata: portare la cultura in ogni luogo, aprire al mondo e alle storie di tanti.
«Quarant’anni fa tutte le vie di Saints Marie de la Mer erano attraversate da chiassose comitive di donne gitane vestite con i tradizionali abiti, che le hanno sempre caratterizzate», racconta con entusiasmo per l’esperienza fatta Carlo Tardani. «Ampi e lunghi gonnelloni dai colori vistosi e arabescanti, fiori nei capelli e braccia e collo adornati di monili per lo più in oro. L’immagine del gitano che viaggia di paese in paese a bordo di carrozze trainate da cavalli è ormai un ricordo sbiadito nel tempo. Molte delle comunità gitane infatti sono ormai avviate ad un processo di sedentarizzazione che porta mutamenti in quella che è sempre stata la loro tradizione dei figli del vento. Un modo per permettere alla cultura gitana di continuare ad evolversi cercando di adattarsi alle sfide del mondo contemporaneo.»

La mostra all’interno di un gioiello rinascimentale
La mostra si svolgerà in uno straordinario museo, Palazzo Nerucci, purtroppo ancora poco conosciuto, ma che per la prima volta apre alla fotografia per potenziare e ampliare l’offerta culturale amiatina. All’inaugurazione saranno presenti la sindaca di Castel del Piano Cinzia Pieraccini, il presidente dell’ “associazione Ildebrando Imberciadori” Fiora Imberciadori e lo stesso autore Carlo Tardani.
L’intero edificio risale al 1564, costruito per volere di Domenico Nerucci esponente della Corte Pontificia nato a Castel del Piano; si tratta di un notevole esempio di architettura civile del pieno Rinascimento nell’area amiatina. Oggi è il Palazzo delle Culture di Castel del Piano e le collezioni d’arte al suo interno sono gestite dall’Associazione Imberciadori.
La mostra rimarrà visibile fino al 19 aprile compreso.





