CINIGIANO. «Sono qui per tagliare la gola a mia moglie e a mio cognato. Poi vi infilo nella pancia anche a voi». È con queste parole che un uomo di 57 anni, residente a Sasso d’Ombrone, si è presentato nelle prime ore di mercoledì 28 gennaio davanti all’abitazione della moglie, dalla quale è in corso una separazione, armato di roncola.
La donna, spaventata dalla situazione, ha immediatamente chiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Ma quando i carabinieri sono arrivati, il 57enne ha minacciato anche loro. Per questo, è finito in carcere con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale.
La chiamata ai carabinieri
A seguito della segnalazione, sul posto sono intervenuti i carabinieri. Ai militari, una volta arrivati, l’uomo avrebbe dichiarato di essersi recato sotto casa della moglie per reagire a una precedente aggressione che, a suo dire, sarebbe stata subita dal cognato.
All’arrivo dei militari la situazione è rapidamente degenerata. Il 57enne, di origine pachistana, avrebbe assunto un atteggiamento minaccioso, scagliandosi contro i carabinieri e impugnando un sottovaso. Per questo è scattato l’arresto per resistenza a pubblico ufficiale, inizialmente eseguito e successivamente trasformato in arresti domiciliari.
L’udienza di convalida
Nella tarda mattinata di giovedì 29 gennaio, l’uomo è comparso davanti al giudice Agnieszka Karpinska, assistito dal suo legale, l’avvocato Roberto Ginanneschi. In aula ha ricostruito quanto accaduto, ammettendo le minacce rivolte ai militari e chiedendo scusa per il proprio comportamento.
La giudice ha convalidato l’arresto, disponendo però la rimessa in libertà dell’uomo con l’applicazione della misura cautelare dell’obbligo di firma. È stata inoltre fissata al 27 febbraio l’udienza per la discussione del rito abbreviato, richiesta dalla difesa.



