GROSSETO. Il dibattito sul maxi intervento di abbattimento di 215 alberi nel tessuto urbano di Grosseto si allarga e cambia piano. Dopo le critiche emerse durante l’incontro pubblico e le prese di posizione sul metodo adottato dal Comune, ora il confronto si sposta sul terreno delle competenze professionali, dando origine a uno scontro tra ordini e collegi del settore agrario.
A intervenire, con due comunicati distinti diffusi a poche ore di distanza, sono stati il Collegio dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati della Provincia di Grosseto e l’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Grosseto, chiamati in causa dopo le dichiarazioni rilasciate nel corso del confronto pubblico e sui social.
La protesta dei periti agrari: «Messaggi fuorvianti sulle competenze»
Il primo intervento arriva dal Collegio dei periti agrari. Il presidente Mirko Cinelli contesta apertamente il contenuto delle dichiarazioni attribuite al presidente dell’Ordine degli agronomi, giudicate «non correttamente contestualizzate» e tali da trasmettere l’idea dell’esistenza di professioni di “serie A, B o C” nella gestione del verde urbano.
Secondo Cinelli, i periti agrari — diplomati e laureati — esercitano le proprie funzioni «nei limiti stabiliti dalla normativa vigente», con competenze riconosciute anche da pronunciamenti giudiziari. Un messaggio che, secondo il Collegio, rischia di svilire una categoria professionale che opera «a pieno titolo» nel settore del verde pubblico e privato.
La replica degli agronomi: «Nessun conflitto, ma chiarezza sui titoli»
Alla protesta dei periti agrari segue la replica dell’Ordine dei dottori agronomi e forestali. Il presidente Luca Vieri interviene per chiarire che non esiste alcuna volontà di creare contrapposizioni tra professioni, ma piuttosto l’esigenza di fare chiarezza sulle competenze previste dalla legge.
Nel comunicato, l’Ordine ricorda che nel settore agrario operano tre categorie professionali — agrotecnici, periti agrari e agronomi/forestali — ciascuna con competenze definite da specifiche normative. Viene inoltre precisato che la cura e la progettazione del verde rientrano tra le competenze condivise tra i diversi albi, pur con livelli di responsabilità differenti.
Vieri sottolinea come il chiarimento sia necessario per evitare equivoci e per vigilare, «nell’interesse della collettività», sul corretto utilizzo dei titoli professionali, respingendo l’idea di uno scontro con altri collegi.
Dal verde urbano al confronto tra professioni
Il botta e risposta tra periti agrari e agronomi si innesta su un dibattito già acceso, nato attorno alle modalità e alla necessità dell’abbattimento dei 215 alberi. Una vicenda che, da questione tecnica e ambientale, si è trasformata in un confronto più ampio sul ruolo delle competenze, sulla pianificazione degli interventi e sul rapporto tra amministrazione comunale, professionisti e cittadini.
Entrambe le parti, pur nelle posizioni divergenti, richiamano la necessità di collaborazione e approccio multidisciplinare nella gestione del verde urbano, un tema che resta centrale per la sicurezza, la tutela ambientale e la qualità della vita in città.



