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La svolta: l’Asl riapre la degenza medica a Pitigliano da settembre

Giani e D’Urso a Pitigliano annunciano la riapertura dell’ospedale, con 12 posti in medicina e tre al pronto soccorso. Via al concorso per assumere nuovi medici
Un momento dell'incontro a Pitigliano: D'Urso, Giani, Gentili. Vanni e Morini
Un momento dell’incontro a Pitigliano: D’Urso, Giani, Gentili. Vanni e Morini

PITIGLIANO. Il futuro dell’ospedale Petruccioli in una stanza.

Nella sede dell’Unione dei Comuni Montani ci sono i sindaci, ci sono i vertici dell’Asl, c’è, soprattutto, il presidente della Regione, Eugenio Giani. Che parla chiaro, perché si capisce che è lui che ha deciso: l’ospedale di Pitigliano va valorizzato. «Dall’inizio di settembre ci saranno i medici e medicina riapre – dice il governatore -. Inoltre abbiamo bandito il concorso. Arriveranno i medici che servono e questo concorso è strettamente necessario. Non lo fermo».

Oltre a Eugenio Giani c’è una folta delegazione dell’Asl. Con il direttore Antonio D’Urso ci sono Simona Dei e Massimo Alessandri, c’è anche la consigliera regionale Donatella Spadi.

I sindaci ci sono tutti: Giovanni Gentili, di Pitigliano, il padrone di casa, Pierandrea Vanni, di Sorano, Mirco Morini, di Manciano, accompagnato da quasi tutta la giunta. C’è anche Pierluigi Camilli, ex sindaco, ora all’opposizione. Molti gli assessori, tutti ad aspettare parole rassicuranti da Eugenio Giani. E magari anche da D’Urso, direttore generale della Asl Sud Est.

Giovanni Gentili, Pierandrea Vanni e Mirco Morini
Giovanni Gentili, Pierandrea Vanni e Mirco Morini

Perché l’ospedale di Pitigliano non è un problema solo di un paese. È un problema di un’intera area, di un territorio vasto, collegato da strade piene di curve, distante dagli altri ospedali maremmani. Quando sali da Marsiliana e dalla Sgrilla verso Manciano, e poi scendi al Fiora e risali alla Madonna delle Grazie, oltre ad apprezzare la meraviglia della Maremma, la terra più bella del mondo, misuri quanto sono importanti le distanze e i tempi di percorrenza.

Se ne sarà accorto anche lo stesso presidente Giani, in arrivo a Pitigliano da Roma. Quando ha fatto sapere di essere a Montalto, cioè “Quasi arrivato”, neppure immaginava quanta strada avesse ancora davanti.

Prendetelo un anziano malato, a Sorano, o a Sovana, e portatelo in ambulanza fino a Orbetello.Già se ci arriva vivo gli è andata bene.

L'ospedale Petruccioli di Pitigliano
L’ospedale Petruccioli di Pitigliano

 

Giani: ospedale di Pitigliano importante come gli altri 44

Lo dice chiaro il presidente Eugenio Giani: «Abbiamo 45 ospedali in Toscana e ognuno di questi è importante. Non mi piace parlare di aree interne. Preferisco perdere un primario in una grande città che un presidio ospedaliero in una una zona periferica. Vogliamo dare all’ospedale di Pitigliano una solidità e una sicurezza».

«Vorrei cementare – aggiunge il governatore – in una legge regionale il ruolo degli ospedali come quello di Pitigliano. Vorrei dare a questi presidi quel qualcosa in più, sono fondamentali in aree a densità minore di persone, svolgono una funzione sociale. E se costano di più è lo stesso».

Lo incalza Pierandrea Vanni: «Questo è l’unico ospedale in Toscana che non ricovera. Per questo siamo arrabbiati. La situazione è arrivata a un punto di non ritorno. C’è stato un periodo precario, con un primario a tempo e medici a rotazione. Ora la situazione è ancora peggiore. Scontiamo una situazione che viene da lontano, da prima del Covid. Non abbiamo mai avuto risposte dall’Asl, se oggi arrivano siamo i primi ad essere felici».

Aggiunge Mirco Morini: «È stato sottovalutato troppo a lungo l’importanza di questo territorio. Qui abbiamo un turismo che, a differenza del mare, inizia a marzo e termina a ottobre-novembre. Qui ci sono stranieri che stanno investendo. Qui abbiamo una vastissima campagna, e una viabilità complessa. Non possiamo fare a meno di un ospedale nella nostra zona, va anche potenziato il pronto soccorso».

D’Urso: «Riapriamo la degenza medica da settembre»

Antonio D’Urso ricostruisce la situazione: «L’ospedale di Pitigliano, insieme a Orbetello, è l’ospedale delle Colline dell’Albegna – spiega il presidente -. Il sindaco di Sorano ha tralasciato alcuni elementi storici: quando sono arrivato medicina a Pitigliano, fino a prima del Covid, aveva un direttore titolare. Il dottor Andrea Montagnani ha accettato l’incarico di direttore di Grosseto. Ed  è rimasto vacante il posto a Pitigliano, ma abbiamo bandito il concorso. Quindi c’era l’intenzione di sostituirlo. Durante il Covid, peraltro, Pitigliano ha avuto un ruolo importante, è stato “travolto” dal Covid come gli altri ospedali dell’Asl Sud Est».

«Pitigliano – aggiunge D’Urso – è ancora legato alla gestione Covid, che non è finito. L’azienda assume l’impegno di riaprire la degenza medica dai primi di settembre, con un medico che è disponibile a venire a Pitigliano. Sono 12 posti, per il momento. La direzione viene assunta dal dottor Paolo Corradini, che è primario a Castel del Piano. Quando avremo il risultato del concorso che abbiamo bandito attraverso Estar, pensiamo prima di dicembre, a quel punto il direttore di dipartimento, dottor Massimo Alessandri, assegnerà a Pitigliano i medici che servono, in base alla graduatoria». Vengono anche aumentati i posti di emergenza medica da 1 a 3.

Va detto che i posti in medicina, prima, erano 18. Lo fanno notare i sindaci. E D’Urso parla chiaro: «Intanto riempiamoli, poi vedremo se sarà il caso di aumentarli. Faremo un monitoraggio con i sindaci, vedremo il tasso di utilizzo e capiremo se ne serviranno altri».

«Sia chiaro – conclude D’Urso – anche che il pronto soccorso di Pitigliano non è in discussione e non lo sarà mai. Per questo aumentiamo i posti di emergenza medica». La media di accessi a Pitigliano è di 14 accessi al giorno. Non sono moltissimi, ma ciascuno di questi non avrebbe un’alternativa. Perché un pronto soccorso a un’ora di macchina è tutto meno che… pronto.

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