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«Suo figlio è in carcere, deve pagare»: non ci casca e tende loro la trappola, due in carcere

Pensavano probabilmente di truffare un’anziana ma la donna all’altro capo del telefono, una 65enne, ha chiamato i carabinieri: il giudice applica il divieto di dimora in provincia
Una pattuglia dei carabinieri

CAMPAGNATICO. Ancora una tentata truffa con il metodo del finto avvocato in Maremma. Questa volta però il colpo è fallito grazie alla prontezza della vittima, una donna dii 65 anni, che non è caduta nella trappola e ha fatto intervenire i carabinieri.

I fatti sono accaduti nel comune di Campagnatico, dove un ragazzo di 27 anni e un uomo di 35, arrivati in Maremma dal napoletano, sono stati arrestati per tentata truffa.

La telefonata: «Suo figlio ha avuto un grave incidente»

Il copione è quello già sentito molte volte. Uno dei due ha telefonato fingendosi un avvocato e spiegando che il figlio della donna aveva avuto un gravissimo incidente e che, per evitare il carcere, era necessario preparare subito del denaro.

I truffatori, probabilmente, pensavano di avere a che fare con un’anziana fragile e impreparata. Dall’altra parte del telefono, però, c’era una donna di 65 anni che aveva già letto e sentito in televisione del metodo utilizzato per mettere a segno questo tipo di raggiri.

Finge di credere alla storia e chiama i carabinieri

La donna ha deciso di far finta di credere alla versione raccontata al telefono, concordando un appuntamento per la consegna del denaro.

Ma all’incontro non si è presentata solo lei.

Ad attendere i due, un ragazzo di 27 anni e un uomo di 35 anni, c’erano infatti i carabinieri di Campagnatico, che sono intervenuti bloccando i presunti truffatori. Per entrambi sono scattate le manette con l’accusa di tentata truffa.

Convalida dell’arresto in tribunale a Grosseto

Lunedì 2 marzo i due sono comparsi davanti al giudice Sergio Compagnucci, al tribunale di Grosseto, per l’udienza di convalida dell’arresto. Erano assistiti dall’avvocato Sergio Frediani e da un collega arrivato da Napoli.

Il giudice ha convalidato l’arresto e disposto per entrambi il divieto di dimora nella provincia di Grosseto, in attesa del processo.

Un episodio che conferma come il metodo del finto avvocato sia ancora diffuso, ma che dimostra anche quanto sia fondamentale informarsi e segnalare immediatamente alle forze dell’ordine ogni tentativo sospetto.

La prontezza della vittima ha evitato che la truffa andasse a segno e ha permesso di assicurare i responsabili alla giustizia.

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