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Studenti bloccati a Dubai: volo speciale per il rientro

Tajani annuncia il trasferimento da Abu Dhabi a Milano. Sindaci in contatto con prefettura e Farnesina: «Ore di apprensione, ma i ragazzi stanno bene». Ci sono studenti di Follonica, Massa Marittima e Venturina
Bombardamenti a Dubai

FOLLONICA. Duecento studenti italiani bloccati a Dubai rientreranno martedì 3 marzo in Italia con un volo speciale da Abu Dhabi a Milano, messo a disposizione dalle autorità emiratine.

Lo ha annunciato il ministro degli esteri Antonio Tajani durante un’audizione al Senato, spiegando che i ragazzi «sono ospitati in condizioni di sicurezza in albergo e stanno bene».

«Il nostro console generale a Dubai è in contatto costante con loro – ha aggiunto – e su nostra richiesta le autorità emiratine metteranno a disposizione un volo speciale per il rientro del gruppo».

Una studentessa di Massa Marittima tra i giovani bloccati

Tra gli studenti coinvolti c’è anche una ragazza di Massa Marittima che si trovava negli Emirati Arabi Uniti per il progetto scolastico “Ambasciatori del futuro”.

La sindaca Irene Marconi ha seguito fin dalle prime ore la situazione, mantenendo contatti con la prefettura, con la famiglia della giovane, direttamente con la studentessa e con la Farnesina.

L’amministrazione comunale ha espresso vicinanza alla ragazza e ai suoi familiari, sottolineando che la situazione è in continua evoluzione e che saranno forniti aggiornamenti non appena disponibili.

Quattro ragazzi di Follonica e uno di Venturina

Sono ore di forte apprensione anche a Follonica e nel comprensorio. Tra i circa 200 studenti, tutor e accompagnatori provenienti da tutta Italia, risultano quattro ragazzi di Follonica, uno di Massa Marittima e uno di Venturina Terme, oltre ad altri cittadini maremmani presenti negli Emirati per motivi personali.

Il sindaco di Follonica Matteo Buoncristiani, dopo aver appreso la notizia, si è messo in contatto con i dirigenti scolastici e con la vice console a Dubai per verificare le condizioni dei giovani e le prospettive di rientro.

«Quelli che i ragazzi hanno sentito fuori dall’hotel – ha spiegato – sono i fragori della difesa, missili o droni utilizzati per contrastare gli attacchi. Ho parlato con le famiglie e sono in costante aggiornamento con il consolato».

Il progetto “Ambasciatori del futuro” e il volo cancellato

Gli studenti si trovavano a Dubai per partecipare al progetto Mun (Model United Nations), una simulazione diplomatica internazionale organizzata da World Student Connection nell’ambito del programma “Ambasciatori del futuro”.

Il rientro era previsto con un volo Turkish Airlines, poi cancellato a causa dell’escalation in Medio Oriente e della chiusura dello spazio aereo dopo gli attacchi incrociati tra Iran, Israele e Stati Uniti.

Il gruppo è stato ospitato in hotel in una zona ritenuta sicura. L’unità di crisi del ministero degli esteri ha mantenuto un contatto costante con l’ambasciata italiana ad Abu Dhabi e con il consolato a Dubai per individuare soluzioni alternative di trasporto.

Da Venturina a Dubai, il racconto della famiglia

Tra i ragazzi bloccati c’è anche Alessandro Lotti, 16 anni, di Venturina Terme, partito con i compagni di scuola per un’esperienza formativa internazionale.

La madre ha raccontato di essere in contatto costante con il figlio: «Riusciamo a parlare con Alessandro in maniera costante. È tranquillo, ma non è una situazione facile. Speriamo si possa sbloccare tutto in poche ore».

I ragazzi sono stati spostati tra diverse strutture ricettive e, in un’occasione, portati in un seminterrato dopo il suono delle sirene. Nonostante la tensione, l’emergenza è stata gestita in modo professionale dagli accompagnatori.

Anche la sindaca di Campiglia Marittima Alberta Ticciati ha espresso vicinanza alla famiglia del giovane, spiegando di essere in contatto con il prefetto di Livorno e con la Farnesina.

Attesa per il rientro in sicurezza

Con l’annuncio del volo speciale da Abu Dhabi a Milano, cresce ora l’attesa per il rientro in Italia dei ragazzi.

La priorità resta la tutela dei giovani, molti dei quali minorenni, e dei tutor che li accompagnano. In Maremma le famiglie attendono notizie ufficiali sugli orari e sulle modalità del viaggio, con la speranza di poter riabbracciare presto i propri figli.

 

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