Strutture extralberghiere, proroga in arrivo ma resta l’allarme sui bilanci comunali | MaremmaOggi Skip to content

Strutture extralberghiere, proroga in arrivo ma resta l’allarme sui bilanci comunali

L’assessore Cristiano Pullini denuncia il rischio di minori entrate Imu per i comuni turistici: «Serve una revisione strutturale della norma»
Una veduta di Donoratico
Una veduta di Donoratico

CASTAGNETO CARDUCCI. L’intervento dell’assessore di Castagneto Carducci Cristiano Pullini mette in luce un cortocircuito normativo e finanziario che molti comuni turistici stanno affrontando. La questione non è solo burocratica, ma tocca direttamente la capacità dei sindaci di erogare servizi essenziali.

La notizia di una imminente proroga per l’obbligo di cambio di destinazione d’uso delle strutture extralberghiere è stata accolta con un sospiro di sollievo, ma anche con estrema cautela. Al centro della contesa c’è l’articolo 41 del Testo Unico del Turismo (Legge 61/2024), che inizialmente fissava al 1° luglio 2026 il termine ultimo per B&B e affittacamere per mutare la propria natura catastale da “residenziale” a “turistico-ricettiva“.

Il  rischio buco nell’Imu

A dare voce alle perplessità dei sindaci della zona è Cristiano Pullini, assessore al turismo e capofila della Comunità d’ambito Costa degli Etruschi. Sebbene la Regione Toscana abbia aperto alla proroga, Pullini avverte che il problema non è solo temporale, ma strutturale.

Il punto critico è il gettito fiscale: obbligare le strutture a cambiare categoria catastale potrebbe tradursi in una minore entrata Imu per i Comuni. Un paradosso che le amministrazioni locali, già in affanno, non possono permettersi.

«Un ulteriore taglio al gettito Imu rappresenterebbe un aggravio significativo, mettendo ancora più in difficoltà i bilanci comunali e la nostra capacità di garantire servizi adeguati alla cittadinanza» spiega l’assessore in una nota.

Comuni sotto assedio

L’analisi di Pullini non si ferma alla singola norma turistica, ma traccia il quadro di un sistema di finanza locale ai limiti del collasso. Negli ultimi due anni, i piccoli e medi comuni hanno dovuto far fronte a una serie di “scuri” governative: sono stati azzerati i trasferimenti per la spesa sociale (un taglio di circa 70.000 euro per Castagneto), inoltre, c’è stata una riduzione significativa dei fondi di sostegno. Due manovre che pesano per circa 120.000 euro l’anno sulle casse comunali.

In questo contesto, ogni euro derivante dalla tassazione immobiliare diventa vitale per mantenere attivi i servizi di base, dalla manutenzione delle strade all’assistenza ai cittadini.

La sinergia con Anci

La battaglia, portata avanti in stretto coordinamento con Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e in particolare con la responsabile Sonia Pallai, mira ora a una revisione profonda dell’articolo 41. La proroga è considerata solo un “primo passo” per guadagnare il tempo necessario a riscrivere una norma che, così com’è, rischiava di paralizzare anche gli uffici tecnici comunali con una valanga di pratiche burocratiche.

«Ringrazio Anci per aver dato voce ai comuni» conclude Pullini.

La palla passa ora alla Regione: la sfida sarà conciliare la necessità di regolarizzare il mercato extralberghiero con la sopravvivenza finanziaria dei territori che quel turismo devono accoglierlo e gestirlo.

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