Barche “furbe” nel mirino, stretta del Governo: cosa cambia nei porti di Maremma e Val di Cornia | MaremmaOggi Skip to content

Barche “furbe” nel mirino, stretta del Governo: cosa cambia nei porti di Maremma e Val di Cornia

Dal contrasto alle “false bandiere” alla digitalizzazione del settore: la riforma del mare può cambiare gli equilibri nei porti toscani. Relatrice la senatrice Simona Petrucci
Alcuni porti della Maremma e della Val di Cornia: sopra San Vincenzo e Porto Ercole, sotto Marina di Grosseto e Punta Ala e la senatrice Simona Petrucci
Alcuni porti della Maremma e della Val di Cornia: sopra San Vincenzo e Porto Ercole, sotto Marina di Grosseto e Punta Ala e la senatrice Simona Petrucci

GROSSETO. Non solo controlli più rigidi sulle barche con bandiera estera. Il disegno di legge “Valorizzazione della risorsa mare”, già approvato al Senato, introduce una serie di novità che riguardano nautica, turismo, sicurezza e gestione del mare.

Un provvedimento ampio, che tocca direttamente anche i porti della Maremma e della Val di Cornia, e che vede tra i protagonisti la senatrice grossetana Simona Petrucci, relatrice del testo.

Stretta sulle barche “esterovestite”

Il punto più discusso riguarda le imbarcazioni con bandiera estera ma proprietà italiana.

L’obiettivo è contrastare il fenomeno delle cosiddette “false bandiere”, cresciuto negli ultimi anni con numeri importanti.

Le nuove regole prevedono: obbligo di certificati di sicurezza e navigabilità anche per queste imbarcazioni, controlli tecnici più stringenti e verifiche sulla proprietà.

Di fatto, una equiparazione alle barche italiane, che riduce i vantaggi fiscali e burocratici della registrazione all’estero.

Un cambiamento che potrebbe incidere su una quota significativa della flotta presente nei porti italiani.

Impatto su Maremma e Val di Cornia

La misura riguarda da vicino anche il territorio.

Tra Maremma e Val di Cornia si concentra una rete importante di porti turistici: Argentario (Cala Galera, Porto Ercole, Porto Santo Stefano), Talamone, Marina di Grosseto, Castiglione della Pescaia, Punta Ala, Scarlino, Follonica, Piombino (due porti turistici) e San Vincenzo.

Qui la presenza di barche con bandiera estera è diffusa, soprattutto nel segmento medio-alto.

Nasce la “politica del mare”

Il ddl non si limita alla nautica.

Introduce un rafforzamento del coordinamento nazionale con il Comitato interministeriale per le politiche del mare (Cipom), che avrà un ruolo centrale nello sviluppo strategico del settore.

L’obiettivo è avere una visione unitaria su porti, logistica, turismo nautico ed economia del mare.

Un passaggio importante per un settore spesso frammentato.

Petrucci: «provvedimento strategico per il futuro dell’Italia»

Soddisfazione per l’approvazione del testo arriva dalla senatrice grossetana di Fratelli d’Italia, Simona Petrucci, relatrice del disegno di legge:

«Il disegno di legge sulla valorizzazione della risorsa mare approvato oggi dal Senato rappresenta un passaggio di grande rilievo per il nostro Paese, perché riconosce al mare il ruolo di risorsa strategica sotto il profilo ambientale, economico, produttivo e turistico».

Petrucci sottolinea anche l’approccio complessivo del provvedimento: «Il Governo ha avuto il merito di porre al centro dell’azione politica una delle più grandi ricchezze naturali dell’Italia, con una visione capace di coniugare tutela, sviluppo e sostenibilità».

La senatrice evidenzia inoltre il lavoro condiviso che ha portato al risultato: «Un’importanza testimoniata in concreto anche dal clima di confronto serio e costruttivo creatosi tra tutte le forze politiche». L’opposizione, infatti, ha scelto di non votare contro, ma di astenersi. Un segnale chiaro

E aggiunge: «È grazie a questo impegno condiviso che oggi diamo all’Italia un provvedimento solido, capace di valorizzare pienamente il mare come leva di sviluppo per le future generazioni».

Istituita la zona contigua: più controlli fino a 24 miglia

Tra le novità più rilevanti c’è l’introduzione della zona contigua, prevista dal diritto internazionale.

In pratica l’Italia potrà esercitare controlli fino a 24 miglia dalla costa. E sono previsti controlli su dogane, fiscalità, immigrazione e sanità.

Una misura che rafforza la capacità di controllo in mare.

Turismo subacqueo: regole e sviluppo

Ampio spazio anche al turismo subacqueo, molto rilevante in territori come la Maremma dove i diving sono parecchi.

Il ddl introduce: definizione chiara delle figure (istruttori, guide, centri), obbligo di assicurazioni e certificazioni, limiti numerici per le immersioni e anche registri delle attività.

E soprattutto riconosce il settore come leva di sviluppo turistico sostenibile e destagionalizzato.

Digitalizzazione e controlli più moderni

Tra gli elementi più innovativi c’è la spinta verso la digitalizzazione dei sistemi e dei registri, con l’obiettivo di semplificare le procedure, migliorare i controlli e rendere più trasparente il sistema.

Un passaggio chiave per modernizzare il settore della nautica.

tra sicurezza e impatto economico

Il provvedimento apre però anche un dibattito.

Da una parte ci sono sicuramente più sicurezza, meno scorciatoie e maggiore equità tra operatori.

Dall’altra ci potrebbero essere aumento dei costi, rischio perdita di competitività e la possibile spostamento di imbarcazioni verso porti esteri.

Un cambio di rotta per il mare italiano

Il ddl rappresenta una delle riforme più ampie degli ultimi anni sul tema del mare.

Dalla nautica al turismo, fino ai controlli e alla governance, l’obiettivo è chiaro: rendere più moderno, sicuro e competitivo il sistema mare italiano.

Con effetti che, lungo la costa toscana, potrebbero farsi sentire già nei prossimi mesi.

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