GROSSETO. Dopo quasi tre anni di attesa, una cittadina di Grosseto ha finalmente visto riconosciuto un diritto fondamentale. A raccontarlo è proprio Elena Marraccini, che ha ottenuto lo stallo disabili personalizzato, uno strumento essenziale per poter affrontare la quotidianità con maggiore autonomia e dignità.
Il ringraziamento di Elena
«Desidero esprimere un sincero ringraziamento a tutte le persone che hanno reso possibile il riconoscimento di un mio diritto fondamentale – dice Elena Marraccini – Dopo quasi tre anni di attesa, ho finalmente ottenuto lo stallo disabili personalizzato, uno strumento indispensabile per poter vivere la quotidianità con maggiore autonomia e dignità».
Un ringraziamento particolare è rivolto al Diego Montani, garante della disabilità del Comune di Grosseto, che si è fatto carico della situazione attivandosi presso gli uffici competenti e l’Asl per sbloccare una pratica rimasta ferma per anni.
L’intervento del garante della disabilità
«Spesso ciò che per la maggior parte delle persone può apparire banale o scontato, per chi convive con una fragilità rappresenta un aiuto preziosissimo per condurre una vita dignitosa – sottolinea Montani – Non è accettabile che per ottenere uno stallo disabili “ad personam” siano necessari tempi che arrivano anche a tre anni».
Il garante pone inoltre l’attenzione sugli abusi: «Non è ammissibile che, in molti casi, stalli e permessi continuino a essere utilizzati dai familiari nonostante il titolare del contrassegno sia deceduto».
Controlli e procedure più snelle
Secondo Montani è necessario introdurre un controllo incrociato tra l’ufficio mobilità e l’anagrafe per verificare quanti permessi siano ancora effettivamente validi, oltre a semplificare le procedure per la richiesta di stalli generici o in concessione.
«Su questi temi – conclude – ringrazio la dirigenza Asl e l’ufficio mobilità del Comune di Grosseto, nella persona dell’architetto Francesco Scelzo, per aver accolto le segnalazioni avanzate nel mio ruolo di garante della disabilità. Questa vicenda dimostra come il dialogo tra cittadini, istituzioni e uffici possa portare a risultati concreti, migliorando la qualità della vita delle persone con disabilità e rendendo la comunità più giusta, rispettosa e inclusiva».



