Sputa un involucro di eroina nell'auto dei carabinieri: resta in carcere | MaremmaOggi Skip to content

Sputa un involucro di eroina nell’auto dei carabinieri: resta in carcere

Un cliente parte da Orbetello per venire a comprare cocaina ed hashish a Grosseto: i militari lo pedinano e scoprono il market della droga in città. Nell’appartamento oltre ad eroina, cocaina ed hashish trovano anche un taser
Una pattuglia dei carabinieri

GROSSETO. Non poteva pensare di cavarsela, anche se in casa la quantità di hashish e cocaina trovata non superava i 5 grammi. Ma quando ha sputato un involucro contenente più di 10 grammi di eroina nella gazzella dei carabinieri, le manette che già gli erano scattate ai polsi si sono trasformate nella porta di una cella del carcere di via Saffi chiusa a chiave. 

Che, anche dopo l’udienza di convalida celebrata in tribunale, non si è riaperta. Il giudice Marco Bilisari, infatti, ha deciso che al momento Montassar Otay, 26 anni di origini tunisine, resta in carcere

Tutto inizia nella mattina di martedì 4 febbraio, quando i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Orbetello seguono i movimenti di un uomo già noto alle forze dell’ordine. Lui è un 60enne che vive all’Argentario e che viene visto salire sul treno a Orbetello. Uno dei militari, in borghese, decide di fare altrettanto mentre i colleghi lo raggiungono in auto alla stazione di Grosseto.

Una volta arrivati, i carabinieri cominciano a pedinare l’uomo che entra in un palazzo in via Muzio Scevola. L’uomo entra in un’abitazione e ne esce poco dopo. Un passaggio rapido, che insospettisce i militari. Il controllo scatta immediatamente.

La droga addosso e la svolta dell’indagine

Durante la perquisizione, l’uomo viene trovato in possesso di cocaina e hashish. A quel punto l’attenzione dei carabinieri si concentra sull’appartamento dal quale era uscito il sessantenne. 

I militari si appostano nelle vicinanze dell’appartamento e poche ore dopo, vedono arrivare un altro uomo che entra nella stessa abitazione. Convinti che ci sia un market della droga, decidono di entrare non appena si apre la porta dalla quale il secondo cliente deve per forza uscire. E così fanno. 

Dentro all’abitazione viene identificato Montassar Otay, 26enne di origine tunisina, senza fissa dimora. La perquisizione domiciliare porta al rinvenimento di più tipi di sostanze stupefacenti, tra cui eroina, cocaina e hashish, oltre a bilancini di precisione, materiale per il confezionamento e un taser funzionante. Addosso, il ragazzo ha anche 760 euro in contanti

Un quadro che, per gli investigatori, non lascia dubbi sulla presenza di un’attività di spaccio strutturata. I militari, per scovare la droga, chiedono l’intervento dell’unità cinofila della polizia municipale. 

Le dichiarazioni e i riscontri

Nel corso degli accertamenti emergono anche le dichiarazioni degli acquirenti, che raccontano di acquisti ripetuti nel tempo, avvenuti sia all’interno dell’abitazione sia in altre zone della città. 

Un racconto che, unito ai sequestri e ai riscontri oggettivi, rafforza l’ipotesi accusatoria: non una cessione occasionale, ma una vera e propria attività di spaccio. Otay aveva infatti conosciuto i suoi clienti alla Giannella, ma la sua attività di spaccio si svolgeva principalmente in città. Conosciuto con il nome di Munta, il giovane aveva anche sei smartphone nascosti nell’armadio e diciotto tra fotocamere, telecamere e obbiettivi.

Materiale che è stato sequestrato per capirne la provenienza.  

La direttissima e la decisione del giudice

Otay viene arrestato in flagranza e portato davanti al giudice per la direttissima. A difenderlo è l’avvocato Giulio Parenti. Ma prima di entrare in caserma, sputa nella macchina di servizio un involucro con più di 10 grammi di droga. Sul cellophane c’era stata disegnata una N di colore nero. 

I militari sequestrano anche quella. Il pm Andrea Piccioni chiede che il giovane resti in carcere. 

Al termine dell’udienza, il giudice Marco Bilisari convalida l’arresto e dispone la custodia cautelare in carcere. 

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