CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Si è aperto questa mattina, mercoledì 28 gennaio, davanti al tribunale di Grosseto, il processo per uno degli episodi di cronaca più gravi e violenti avvenuti negli ultimi anni in provincia: la sparatoria contro una pattuglia della guardia di finanza nella macchia di Querce mercata.
Alla sbarra c’è Nazrim Talbi 25 anni, difeso dall’avvocato Giulio Parenti. È invece stata stralciata la posizione del terzo ragazzo, minorenne all’epoca dei fatti, per il quale il procedimento segue un percorso separato. Erano stati quattro gli arresti. Gli altri due imputati sono stati giudicati con il rito abbreviato.
Gli spari contro i finanzieri nel bosco
I fatti risalgono al 26 agosto 2023, quando una pattuglia della guardia di finanza si addentrò a piedi nella fitta vegetazione di Querce mercata, lungo la strada delle Collacchie. I militari avevano notato un’auto sospetta ferma in una piazzola e ipotizzato la presenza di spacciatori nascosti nel bosco.
Quella che doveva essere un’operazione di controllo si trasformò in pochi istanti in un episodio di estrema violenza: dalla macchia partirono alcuni colpi d’arma da fuoco, esplosi contro i finanzieri. Nessuno rimase ferito, ma l’azione destò grande allarme per il salto di qualità criminale mostrato da chi aveva scelto i boschi come base per lo spaccio.
Il video sui social e le indagini
Pochi giorni prima della sparatoria, alcuni dei giovani coinvolti avevano pubblicato su TikTok un video nel quale, nascosti nel bosco e con atteggiamento spavaldo, mostravano un fucile. Un elemento che è entrato nel quadro investigativo ricostruito dagli inquirenti.
Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Giovanni De Marco, hanno portato all’identificazione dei ragazzi presenti quella sera nella macchia. Due furono individuati e arrestati, mentre il presunto autore materiale degli spari è rimasto a lungo irreperibile.
La fuga, lo spaccio e l’arresto nel Piombinese
Secondo la ricostruzione dell’accusa, dopo la sparatoria i giovani non avrebbero interrotto l’attività di spaccio. Le indagini della guardia di finanza si sono intrecciate con quelle dei carabinieri e della squadra mobile, fino al blitz nei boschi del Piombinese, nel luglio successivo.
In quell’occasione furono trovati tre ragazzi tunisini con circa 200 grammi di cocaina e hashish, oltre a poche dosi di eroina. Tra loro c’era anche il giovane che, secondo la procura, aveva fatto fuoco contro i finanzieri. Tutti furono accompagnati nel carcere di Livorno con l’accusa di spaccio.
Il procedimento giudiziario entra nel vivo
Questa mattina, con l’apertura del processo a Grosseto, la vicenda è entrata nella sua fase dibattimentale. Per Nazrim Talbi il procedimento proseguirà davanti ai giudici (presidente Sergio Compagnucci), mentre per il minorenne si procederà separatamente.
Un processo destinato a fare chiarezza su una delle pagine più nere della recente cronaca maremmana, segnata da spari contro le forze dell’ordine nel cuore della macchia.



