SORANO. È stato convalidato l’arresto di Rachid Jarmouni, marocchino di 31 anni, fermato nei giorni scorsi dai carabinieri in un’area boschiva del comune di Sorano, dove viveva nascosto e aveva allestito un bivacco utilizzato come base per lo spaccio di sostanze stupefacenti.
Il giudice Giuseppe Coniglio, esaminati gli atti del procedimento e sentito l’indagato con il suo difensore, l’avvocato Giulio Parenti, ha disposto la custodia cautelare in carcere, ritenendo sussistenti gravi indizi di colpevolezza e concrete esigenze cautelari, con il rischio di reiterazione del reato. L’uomo quindi, resta detenuto nella casa circondariale di Grosseto.
Droga, coltelli e contanti: il quadro emerso dall’udienza
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della compagnia di Pitigliano, Jarmouni è indagato per detenzione ai fini di spaccio, con l’ulteriore contestazione della violazione della normativa sull’immigrazione, poiché risultato irregolare sul territorio nazionale.
Nel corso della perquisizione personale e dei controlli nel bivacco, i militari hanno sequestrato un’ingente quantità di droga: oltre 24 grammi di cocaina suddivisi in 18 dosi, ulteriori 12 grammi di cocaina in altri involucri, circa 53 grammi complessivi di eroina, suddivisi in decine di dosi, quasi 10 grammi di hashish oltre a 280 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio, un bilancino di precisione e numerosi telefoni cellulari.
I militari hanno anche trovato diversi coltelli, tra cui uno da cucina con lama di 20 centimetri e altri con sistemi di blocco, elementi che hanno contribuito all’aggravamento della situazione.
Il blitz dei carabinieri nel bosco di Sorano
L’arresto è avvenuto sabato 24 gennaio al termine di un servizio di controllo del territorio. I militari della compagnia carabinieri di Pitigliano, con il supporto delle stazioni di Sorano, Manciano e Saturnia erano infatti venuti a conoscenza del fatto che nella macchia a pochi chilometri da Sorano, ci fosse una florida attività di spaccio. E quindi, hanno deciso di intervenire.
Dopo aver circoscritto una vasta area boschiva in località La Selva, i militari si sono addentrati nella fitta vegetazione, percorrendo circa un chilometro a piedi sotto la pioggia battente. All’interno del bosco hanno individuato un bivacco rudimentale, costituito da un tendone fissato a quattro alberi, sotto il quale si trovava l’uomo, vestito con abbigliamento mimetico.
Alla vista dei carabinieri, il 31enne ha tentato la fuga, ma dopo circa duecento metri è scivolato sul terreno fangoso ed è stato raggiunto e bloccato.
Irregolare e già espulso: il rientro illegale in Italia
Dagli accertamenti è emerso che l’uomo era già destinatario di un decreto di espulsione, emesso nel marzo 2023 ed eseguito nel marzo 2024 con accompagnamento in Marocco. Nonostante ciò, era rientrato illegalmente in Italia.
Nel corso dell’interrogatorio, l’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere, dichiarando soltanto di essere rientrato nel periodo natalizio e di aver contratto un debito con alcune persone, che lo avrebbero costretto a spacciare vivendo nascosto nel bosco.
Custodia cautelare confermata
Il giudice ha ritenuto non idonee misure alternative al carcere, evidenziando la professionalità dell’attività di spaccio, l’assenza di un domicilio stabile e la quantità di droga sequestrata, elementi incompatibili con l’ipotesi di lieve entità.
L’uomo, che all’udienza di convalida si è avvalso della facoltà di non rispondere, resta in carcere.




