Spaccano una tomba al cimitero e rubano la freccia d’oro del Balestro | MaremmaOggi Skip to content

Spaccano una tomba al cimitero e rubano la freccia d’oro del Balestro

Spaccata la teca in cristallo sulla sepoltura di una storica sostenitrice del Terziere di Cittavecchia: portato via il prezioso simbolo legato al Balestro del Girifalco

MASSA MARITTIMA. Prima il vetro infranto, poi il vuoto dentro quella piccola teca che da anni custodiva un oggetto simbolico per tutta Massa Marittima.

Qualcuno è entrato nel cimitero del capoluogo e ha preso di mira una sepoltura molto conosciuta: ha rotto la bacheca in cristallo collocata sopra la tomba e ha portato via una freccia d’oro, simbolo legato al Balestro del Girifalco e alla storia del Terziere di Cittavecchia.

Un episodio che in città viene vissuto come qualcosa di più di un semplice furto: un gesto che colpisce una memoria privata ma anche una parte importante dell’identità cittadina.

La scoperta davanti alla tomba

A scoprire quanto accaduto è stata una donna che stava visitando il camposanto.

Passando davanti alla sepoltura ha notato subito i vetri ancora sparsi a terra e la teca danneggiata. All’interno mancava l’oggetto custodito da circa trent’anni.

La freccia d’oro non c’era più.

Una scena che ha immediatamente suscitato sconcerto in chi frequenta abitualmente il cimitero.

Una tomba legata alla storia di Cittavecchia

La sepoltura appartiene a una donna molto conosciuta a Massa Marittima, ricordata da molti per il forte legame con il Terziere di Cittavecchia, di cui seguiva da sempre attività, manifestazioni e momenti pubblici.

Quel rapporto è visibile anche sulla tomba: sul marmo è inciso lo stemma bianco e nero del Terziere, scelto proprio per ricordare una passione vissuta fino in fondo.

La freccia nata da un gesto di generosità

Dietro quell’oggetto rubato c’è anche una storia che molti in città conoscono bene.

Quando era ancora in vita, la donna aveva donato parte dei propri gioielli in oro per contribuire alla realizzazione delle frecce d’oro assegnate ai vincitori del Balestro.

Una di quelle frecce era stata conservata per lei e, dopo la morte avvenuta circa trent’anni fa, collocata nella teca sopra la sepoltura.

Non solo un oggetto prezioso, ma un segno concreto di appartenenza e memoria.

Un simbolo che vale più dell’oro

Il valore economico dell’oggetto è solo una parte della vicenda.

Per Massa Marittima quella freccia rappresenta infatti un frammento di storia cittadina, legato a una delle tradizioni più sentite.

Anche per questo il gesto ha colpito profondamente il mondo dei balestrieri.

Alla donna era stato dedicato anche il campo di tiro del Terziere di Cittavecchia in zona Monacelle, dove ancora oggi i balestrieri si allenano durante tutto l’anno.

Rabbia e amarezza in città

La notizia si è diffusa rapidamente e ha generato indignazione e amarezza.

Nel cimitero di Massa Marittima episodi di questo tipo non erano mai stati segnalati e molti parlano apertamente di un gesto grave, difficile da comprendere.

Colpire una tomba significa colpire anche una memoria rispettata da tutta la città.

Si spera di ritrovare l’oggetto

Adesso l’auspicio è che si possa risalire agli autori del furto e recuperare la freccia sottratta.

Perché quel piccolo oggetto custodito in una teca, per Massa Marittima, vale molto più del suo peso in oro.

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