SORANO. A Sorano il clima è teso dopo una lettera anonima recapitata ai vertici della Chiesa contro il parroco don Antonio Minucci.
Lettera anonima di alcuni sedicenti “fedeli” inviata ai vertici della Chiesa (cardinale, vescovo, sacerdoti), con la quale accusano il parroco di essere politicamente schierato e di sostenere una lista. E con la quale chiedono un intervento per “tutelare la serenità della comunità”.
A Sorano, infatti, dopo la caduta del sindaco Lotti e il commissariamento, si vota fra poche settimane.
Don Minucci ha presentato denuncia ai carabinieri per diffamazione contro ignoti.
Ma stavolta la risposta non arriva con dichiarazioni o comunicati: arriva direttamente dall’altare, durante la messa della V domenica di Quaresima, ieri 22 marzo, con un’omelia che non lascia spazio a interpretazioni.

Anche perché, va detto, nei piccoli paesi, come Sorano, sindaco, parroco e, spesso, comandante della stazione dei carabinieri, sono l’asse su cui si basa la gestione della comunità. Non è più il tempo di Peppone e don Camillo.
«Chi diffama non è un vero fedele»
Il parroco entra subito nel merito della vicenda, senza mai citare direttamente la lettera ma lasciando chiarissimo il riferimento.
«È un vero fedele di Gesù Cristo chi vive nella verità e non ha bisogno di diffamare, o di gettare ombre sul suo prossimo».
E ancora:
«È un vero fedele di Gesù Cristo chi si sforza di vivere la sua vita in armonia con gli altri, senza creare divisioni o ledere la dignità altrui».
Parole che suonano come una risposta diretta a chi lo ha accusato, e che riportano il confronto su un piano morale e spirituale.
L’attacco più duro: «Sporchi giochi di potere»
Il passaggio più netto arriva quando don Minucci affronta apertamente il tema della diffamazione:
«Il nascondervi all’ombra della menzogna, diffamando e offendendo il prossimo per i vostri sporchi giochi di potere, non vi fa essere dei veri fedeli di Gesù Cristo che è verità».
Un’accusa pesante, che sposta la vicenda da semplice polemica locale a questione di valori e responsabilità dentro la comunità.
«Mai fatto politica dal pulpito»
Il sacerdote ribadisce con forza la propria posizione, respingendo ogni sospetto di coinvolgimento politico:
«Mai questo pulpito è stato luogo di propaganda politica o di pressioni di alcun genere da parte mia».
E aggiunge un richiamo diretto a chi sostiene il contrario:
«Coloro che sostengono il contrario si rendano conto che stanno servendo un altro padrone, che non è il Dio di Gesù Cristo».
Il richiamo alla conversione: «Convertitevi»
L’omelia assume anche il tono di un appello:
«Convertitevi!»
E poi:
«Dato che vi siete dichiarati “fedeli di Sorano”, pensate a quale padrone state servendo! Pensate a quale Dio risponderete un giorno!»
Un invito che unisce denuncia e dimensione religiosa, inserendo la vicenda dentro il percorso della Quaresima.
«Chi sono questi fedeli?»
Don Minucci si interroga anche sull’origine delle accuse:
«Ma chi sono questi “fedeli di Sorano” firmatari di questa lettera? Chi può arrivare a mistificare una realtà così trasparente come il mio essere neutrale da questo pulpito verso ogni parte politica?»
E ipotizza:
«Forse saranno quei soranesi che in chiesa ci vengono poco e che magari non sanno cosa dico ogni domenica dal pulpito».
Solidarietà e comunità divisa
Il parroco sottolinea anche il sostegno ricevuto:
«Tanti di questi mi hanno chiamato per esprimermi la loro solidarietà e prendere le distanze dalla lettera diffamatoria».
E ringrazia i fedeli che hanno firmato con nome e cognome:
«Segno di saggezza, di correttezza e di maturità umana e spirituale».
Il messaggio finale: verità contro menzogna
L’intera omelia ruota attorno a un tema centrale, richiamato anche dal Vangelo di Lazzaro:
«Gesù, richiamando Lazzaro dalla morte, manifesta la vittoria della vita sulla disperazione, della luce sulle tenebre, e soprattutto il trionfo della verità sulla menzogna».
E conclude con un invito alla comunità:
«Togliere dalla nostra vita tutto ciò che è menzogna, tutto ciò che è odio verso il prossimo, tutto ciò che è maldicenza».
Un clima ancora caldo in vista delle elezioni
La presa di posizione del parroco arriva in un momento delicato per Sorano, dove si avvicina il voto dopo il commissariamento del Comune.
L’omelia, però, segna un punto chiaro: il confronto esce dalla polemica politica e diventa uno scontro aperto sul terreno della verità, della fiducia e della coesione della comunità.



