PIOMBINO. È in corso l’iniziativa “Dona un farmaco” una settimana dedicata alla raccolta nelle farmacie di Piombino e non solo. Iniziata lo scorso 10 febbraio, continuerà fino a lunedì 16 incluso.
L’obiettivo? Frenare l’emorragia silenziosa della povertà sanitaria aiutando le famiglie più bisognose di cure.
Cosa funziona
Il meccanismo è semplice: entrando in farmacia, si viene accolti dai volontari della San Vincenzo de Paoli, che spiegano l’importanza della possibilità della donazione e a chi sono rivolti i farmaci raccolti. Chi vuole partecipare aggiunge ai propri acquisti un farmaco da banco, ovvero tutti quei medicinali che non richiedono l’obbligo della ricetta. Ma quest’anno c’è una guida d’eccezione. I medici Vincenzo Maestrini e Mario Atzeni hanno infatti stilato una “lista della spesa” basata sulle reali necessità delle famiglie del territorio: antinfluenzali e antidolorifici, sciroppi per la tosse, antipiretici e la classica tachipirina. C’è la possibilità di donare anche integratori, vitamine e colliri.
Eleuteri, uno dei volontari: «La solidarietà esiste ancora»

«L’iniziativa sta procedendo bene – confermano Enrico Eleuteri, uno dei volontari impegnati sul campo – Nonostante la crisi colpisca tutti, siamo felici di vedere tanta generosità . Le persone ci chiedono consiglio su cosa serva davvero, e noi le indirizziamo verso i prodotti più richiesti».
Il debutto all’Elba e il futuro
La vera novità del 2026 è lo sbarco del progetto all’Isola d’Elba, grazie alla collaborazione tra la San Vincenzo de Paoli e l’associazione “Dialogo“. La farmacia del dottor Giusti a Porto Azzurro è la prima a fare da apripista. Un passo fondamentale per aiutare i bisognosi dell’isola e i detenuti del carcere.
Dal bancone alle famiglie
Ogni confezione donata viene sigillata con un adesivo “non vendibile” e catalogata. La distribuzione non si fa attendere: già da martedì, la San Vincenzo inizierà a consegnare i medicinali alle famiglie assistite.
Un aiuto che non si ferma qui, ma che prosegue tutto l’anno presso la sede di via Landi, alimentato da quel gesto semplice che per qualcuno può fare la differenza tra una notte di febbre e una di sollievo.