Sognava lo spazio ad Albinia fin da bambina, oggi “vive” la Luna | MaremmaOggi Skip to content

Sognava lo spazio ad Albinia fin da bambina, oggi “vive” la Luna

Liliana Balotti racconta il suo percorso tra divulgazione scientifica, lavori per mantenersi e una missione simulata che l’ha portata a mettersi alla prova
Liliana Balotti
Liliana Balotti

ORBETELLO. Dalla Maremma alla simulazione di una missione lunare e il sogno dello spazio prende forma: lo possiamo riassumere così il percorso di Liliana Balotti, giovane studentessa che oggi guarda al futuro con un obiettivo chiaro, ovvero diventare ricercatrice in astrobiologia.

Un cammino fatto di scelte, cambi di direzione e tanta determinazione, iniziato quando era ancora bambina.

«Alle elementari prendevo sempre i libri sullo spazio – dice – E mio padre, quando ero piccola, mi portava a vedere gli aerei del Quarto Stormo per distrarmi nei momenti difficile: questo mi ha permesso di sognare».

Dalla Maremma alla “Luna”

Oggi Liliana sta frequentando il corso di laurea magistrale in geologia dell’esplorazione e si occupa anche di divulgazione scientifica, con l’obiettivo di avvicinare le persone al mondo dello spazio e renderlo più concreto. Segue da vicino anche i lanci dei satelliti dell’Agenzia spaziale europea, raccontandone sui social i benefici per la vita di tutti i giorni.

Tra le esperienze più significative c’è quella vissuta in Polonia, dove ha partecipato a una missione da astronauta analoga, simulando una permanenza sulla Luna.

«È stato emozionante. Ero curiosa di capire come il mio corpo e la mia mente avrebbero reagito a condizioni completamente nuove – spiega –Immaginare di essere sulla Luna è qualcosa di incredibile. E sì, mi piacerebbe davvero andarci per davvero. In quella simulazione mi sono riscoperta e non sapevo bene cose aspettarmi».

La passione per lo spazio per Liliana arriva anche da Samantha Cristoforetti, la prima donna italiana nello spazio. «Mi ricordo benissimo quel giorno e lì ho sentito una spinta molto forte e ho capito che strada dovevo prendere – dice la donna – È stato molto emozionante vedere quel lancio nello spazio».

Tra sogni e sacrifici

Realizzare i propri sogni richiede una componente essenziale: il sacrificio. Non si tratta di una frase fatta, ma per arrivare a un obiettivo si deve rinunciare a qualcosa

«Ho lavorato come donna delle pulizie nell’ospedale di Orbetello e anche in fabbrica per mantenermi e avere la possibilità di fare divulgazione e studiare. I miei genitori mi hanno aiutato molto, ma anche io ci ho messo del mio – dice Liliana – Sono una studentessa “fuori corso” e ci ho messo tempo per capire che la divulgazione e le passioni sono importanti nella vita».

Il mondo, al giorno d’oggi, ci costringere ad essere performanti – se non perfetti. E questo peso ci fa dimenticare le nostre passioni, ovvero quel qualcosa che ci rende umani. 

«Per me la cosa più difficile in tutto il mio percorso è stata capire che le mie altre attività non erano tempo perso, certo mi ha fatto arrivare in ritardo, ma fare divulgazione scientifica è qualcosa che mi piace fare – dice Liliana – Viviamo in un mondo che ci costringe a rispettare le tempistiche e noi ci scordiamo per strada quello che ci piace per davvero, che magari potrebbe portarci a un altro tipo di soddisfazione».

Guardare avanti

Oggi Liliana ha le idee chiare: continuare a studiare, crescere e realizzarsi nel campo dell’astrobiologia, senza rinunciare ai tanti piccoli sogni che porta avanti in parallelo.

E ai giovani lascia un messaggio semplice. «Fate quello che vi piace. Sempre meno persone sognano in grande, invece bisogna provarci – dice – Perché ad abbassare l’asticella si fa sempre in tempo. Anche se richiede sacrificio, ne vale la pena. Non c’è niente da perdere nel provare a realizzarsi, al massimo si finisce con aver fatto qualcosa che ci piace».

Il tutto seguendo, soprattutto, i propri tempi.

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