PIOMBINO. Il caso del pontile Solmine a Follonica si trasforma in un paradosso politico e tecnico. Secondo l’associazione Appello per il Lavoro e lo Sviluppo, le critiche sollevate dai comitati del “No” riguardo ai fatti avvenuti tra il 27 e il 28 gennaio non solo sarebbero infondate, ma finirebbero per confermare involontariamente la validità della scelta di posizionare il rigassificatore ITALIS LNG all’interno del porto di Piombino.
I fatti: protocolli e sicurezza
L’intervento di un rimorchiatore per il disormeggio di una nave a Follonica è stato al centro della polemica. Tuttavia, l’Associazione chiarisce che l’operazione è stata gestita con “impeccabile scelta tecnica“. I protocolli parlano chiaro. I mezzi di soccorso sono prioritariamente vincolati alla sicurezza della ITALIS LNG. Fondamentale è anche la gestione del tempo, infatti, per gli interventi extra-portuali è richiesto un preavviso di 90 minuti, garantendo che la protezione interna non venga mai meno.
Nonostante la squadra fosse pronta alle 3:00 del mattino, però, si è scelto di attendere il miglioramento meteo per evitare rischi inutili su un molo in mare aperto, dato che la nave era già ormeggiata in sicurezza.
L’effetto boomerang: «Come il cavolo a merenda»
La nota dell’associazione è tagliente: ringrazia ironicamente i comitati per aver fornito la “prova definitiva” della superiorità della soluzione in porto rispetto a quella offshore.
“Paragonare un pontile in mare aperto a un porto protetto è tecnicamente senza senso, un confronto che sta insieme come il cavolo a merenda.”
Secondo l’Associazione, l’episodio di Follonica dimostra tre punti chiave:
«Dobbiamo paradossalmente ringraziare i comitati del “no” per aver portato all’attenzione questo episodio. Nel tentativo di sollevare una polemica, hanno offerto la prova definitiva di un concetto tecnico fondamentale: una soluzione offshore è intrinsecamente meno sicura di una in porto».
L’episodio dimostra che il mare aperto è intrinsecamente più fragile di fronte alle condizioni meteo-marine, la ITALIS LNG, protetta dalle infrastrutture portuali, gode di una stabilità che una piattaforma offshore non potrebbe mai avere, infine, chi usa questi fatti per fare allarmismo dimostrerebbe, secondo la nota, una profonda lacuna tecnica o un pregiudizio ideologico.
«In conclusione – scrivono -, i comitati hanno involontariamente evidenziato che la ITALIS LNG, protetta dalle infrastrutture del porto di Piombino, gode di una sicurezza operativa che nessuna soluzione offshore potrebbe garantire. Chi oggi usa questo episodio per fare allarmismo, non fa altro che confermare la propria incompetenza tecnica o il proprio fervore ideologico».
L’Associazione ribadisce, dunque, la propria posizione a favore della verità dei dati contro la “demagogia“, sostenendo che la sicurezza operativa di Piombino sia uscita rafforzata, e non indebolita, dalla gestione degli ultimi eventi.