GROSSETO. Era partito all’alba dalla Campania, con un’auto noleggiata a Napoli, per raggiungere Grosseto e mettere a segno una truffa ai danni di un anziano. Ma il piano si è fermato in via Toniolo, dove gli agenti della squadra mobile della questura lo hanno bloccato subito dopo il ritiro di oro, gioielli e denaro.
Il protagonista della vicenda è un quarantacinquenne originario del Napoletano, arrestato sabato 7 marzo e portato nel carcere di via Saffi.
La polizia nota l’auto sospetta in via Einaudi
Gli agenti stavano effettuando un servizio mirato nella zona di via Einaudi, quartiere dove nelle ultime settimane si sono verificati diversi episodi di furti.
A insospettire i poliziotti è stata un’auto nera che ha percorso lentamente la strada, è entrata in via Toniolo, poi ha invertito la marcia. Dal controllo della targa è emerso che il veicolo era stato noleggiato a Napoli.
A quel punto è scattato il pedinamento.
Il 45enne seguiva le indicazioni del complice al telefono
L’uomo si è fermato poco dopo ed è sceso dall’auto. Indossava una tuta verde, aveva barba lunga, occhiali e un cappellino.
Camminava guardando continuamente il cellulare: stava seguendo le indicazioni del complice rimasto al telefono, che lo guidava passo dopo passo.
Ha raggiunto un palazzo in via Toniolo, ha suonato a un campanello ed è entrato. In casa, ad attenderlo, c’era un anziano, appena caduto nella trappola del falso carabiniere.
La truffa del falso carabiniere a un uomo di 89 anni
L’anziano stava aspettando l’uomo che avrebbe dovuto prendere oro e gioielli per togliere dai guai suo figlio. Era stato appena raggirato con la classica telefonata del falso carabiniere.
All’anziano era stato detto che il figlio aveva avuto un incidente e che servivano subito soldi e oggetti preziosi per pagare, altrimenti sarebbe stato arrestato.
Pochi minuti dopo alla porta si è presentato il quarantacinquenne, incaricato di ritirare il bottino. Quando è uscito dal palazzo però, i poliziotti lo hanno fermato.
Addosso aveva oro, gioielli, fede nuziale e contanti
Durante il controllo gli agenti gli hanno trovato addosso oro, gioielli, contanti, una fede nuziale, portacravatte, collane di perle.
Tutti oggetti appena consegnati dall’anziano, che li aveva sistemato in una busta dove fino ad allora aveva tenuto quello che gli era avanzato dalla pensione mensile. Lo aveva anche scritto sopra, a penna, la cifra contenuta nella busta, dove erano stati messi gli oggetti consegnati al malvivente.
Il figlio arriva mentre scatta l’arresto
Mentre il quarantacinquenne veniva fermato, sulle scale del palazzo è arrivato il figlio dell’anziano. È stato lui a spiegare agli agenti che il padre era appena stato vittima della truffa.
Il riscontro è stato immediato: gli agenti hanno perquisito anche l’auto con la quale l’uomo era arrivato in mattinata da Napoli e lì hanno trovato alcune centinaia di euro in contanti. Il quarantacinquenne è stato portato nel carcere di via Saffi.
Dal carcere di via Saffi ai domiciliari
Lunedì 9 marzo il quarantacinquenne, difeso dall’avvocato Luigi Montano, è comparso davanti alla giudice Agnieszka Karpynska per la convalida dell’arresto e il giudizio direttissimo.
La difesa ha chiesto il termine a difesa.
Il giudice ha disposto i domiciliari con braccialetto elettronico, misura che scatterà appena sarà disponibile il dispositivo.
I corrieri delle bande delle truffe
L’uomo è tossicodipendente ed è considerato uno dei tanti incaricati dalle bande specializzate nelle truffe agli anziani. Sono loro a raggiungere le case delle vittime mentre i complici, al telefono, costruiscono la pressione psicologica necessaria a ottenere soldi e preziosi.



