GROSSETO. Lo sfruttamento in agricoltura diventa una priorità istituzionale nelle province di Siena e Grosseto. È il risultato della campagna delle Brigate del lavoro della Flai Cgil, che ha portato all’attenzione delle istituzioni un sistema di irregolarità e caporalato ormai strutturato anche nelle campagne toscane.
Il 5 febbraio, a Siena, è arrivata la Commissione parlamentare d’inchiesta del Senato sulle condizioni di lavoro in Italia, guidata dal presidente Tino Magni e dal senatore Silvio Franceschelli. La Commissione ha audito la Flai Cgil in prefettura, insieme a istituzioni e parti sociali.
I dati: paghe da pochi euro e buste falsate
Nel corso dell’audizione, la Flai Cgil ha presentato i dati drammatici raccolti dalle Brigate del lavoro tra la Valdichiana senese e il versante grossetano dell’Amiata. Centinaia di lavoratori incontrati all’alba, impiegati in vigne e oliveti e pagati pochi euro l’ora.
Molti di questi lavoratori risultano assunti da aziende “senza terra”, prive di superficie agricola e di una reale struttura imprenditoriale, che si limitano a smistare manodopera. Il compenso passa attraverso buste paga falsate, trasferimenti di denaro da una carta ricaricabile all’altra e importi che variano in base a gerarchie informali, conoscenza della lingua, capacità di guida o ordine di arrivo in Italia.
Un sistema di sfruttamento capillare, che si nasconde dietro una finta legalità.
Oltre 1200 lavoratori incontrati in tre giorni
In soli tre giorni, le Brigate del lavoro hanno incontrato oltre 1200 lavoratori, in gran parte provenienti dal Bangladesh. Lavoratori che escono prestissimo dai centri di accoglienza e si ritrovano in punti di raccolta, da cui vengono poi trasportati con furgoni e autobus verso vigne e oliveti.
Uno sfruttamento non episodico ma sistemico, che danneggia la reputazione del territorio e crea concorrenza sleale tra le aziende agricole, penalizzando chi rispetta le regole.
Task force interprovinciale e controlli coordinati
Le denunce della Flai Cgil hanno già prodotto risultati concreti. È stato convocato un Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica congiunto Siena-Grosseto, che ha varato una task force interprovinciale per intensificare i controlli coordinati contro lo sfruttamento in agricoltura.
Il 5 febbraio a Siena si è registrata un’ulteriore conquista, con l’audizione della Commissione parlamentare.
«Non solo check list, servono risposte concrete»
«Il lavoro della Commissione parlamentare e dei prefetti è per noi un primo successo in difesa di lavoratori e lavoratrici del settore – dichiarano Andrea Biagianti, segretario Flai Cgil Siena, e Paolo Rossi, segretario Flai Cgil Grosseto – Definire una check list sugli appalti, affinché le aziende committenti possano verificare la regolarità degli intermediari senza terra, è un primo passo».
«Per Siena e Grosseto – proseguono – proponiamo anche la notifica dei contratti all’ente bilaterale e la sperimentazione di un collocamento pubblico dei lavoratori stranieri, con mediatori culturali, per un incontro tra domanda e offerta che parli di legalità e non lasci spazio a intermediari che sfruttano e lucrano sulla manodopera».
La legge 199 e la rete del lavoro agricolo di qualità
«Serve dare piena attuazione alla legge 199/2016 istituendo in tutte le province le sezioni territoriali della rete del lavoro agricolo di qualità – afferma Mirko Borselli, segretario generale Flai Cgil Toscana – come già avvenuto a Siena e Grosseto, dove strumenti come la check list sugli appalti possono esprimere la loro efficacia».
«Per contrastare il caporalato – conclude Borselli – è necessario definire indici di coerenza tra le ore di lavoro dichiarate e la reale capacità produttiva delle aziende. Servono inoltre trasporti dedicati e politiche dell’abitare, già previste dalla legge 199 e da rendere pienamente operative».
Magni: «Fenomeno grave, va affrontato senza ritardi»
«Il fenomeno è grave anche in territori che non erano tradizionalmente segnati da queste dinamiche e va affrontato senza ritardi», ha dichiarato Tino Magni al termine delle audizioni in prefettura.
«Il coinvolgimento delle istituzioni di Siena e Grosseto – ha aggiunto – dimostra la consapevolezza dell’importanza di tutelare il valore delle produzioni e la dignità del lavoro». L’obiettivo è avviare percorsi concreti su formazione, alloggi e trasporti dei lavoratori stagionali, ambiti che spesso alimentano condizioni di ricattabilità.
La Flai Cgil chiede ora concretezza e rapidità: la repressione da sola non basta. Servono strumenti di prevenzione per creare legalità a favore di una manodopera essenziale per il settore agricolo.
La dignità del lavoro non è negoziabile.





