PIOMBINO. Il rosso sbiadito della vernice è ancora lì, impresso sullo sfondo grigio naturale degli scogli, come una ferita che non vuole rimarginarsi.
A Buca delle Fate, uno dei gioielli naturalistici più preziosi del litorale toscano, lo scempio documentato e segnalato già nel settembre 2025 è ancora presente, a testimoniare un’inciviltà che la natura, da sola, non riesce a cancellare.
Le scritte alle porte della stagione
Nonostante siano passati mesi e ci si trovi ormai alle soglie della nuova stagione turistica 2026, i simboli della protesta no-vax continuano a deturpare il panorama. La scritta incriminata, l’ormai nota W per diritti e libertà accompagnata dalla doppia “V” cerchiata, campeggia ancora sulle rocce di Buca delle Fate.
Se l’inverno e la salsedine hanno leggermente attenuato i pigmenti, il messaggio resta purtroppo perfettamente leggibile, trasformando un luogo di contemplazione e silenzio in una bacheca di propaganda anacronistica.
La frustrazione dei frequentatori
La mancata rimozione solleva interrogativi tra i cittadini e gli amanti del trekking che, con le prime giornate di sole, sono tornati a frequentare i sentieri che scendono dal promontorio di Populonia. Dopo oltre sei mesi nessuno di fatto è intervenuto a livello locale.
Si parla tanto di tutela del territorio, tuttavia un atto di vandalismo ideologico è rimasto esposto per tutto questo tempo in un sito così fragile e amato, simbolo della nostra costa.
Verso l’estate: un biglietto da visita infelice
Con l’arrivo imminente dei flussi turistici pasquali e primaverili, Buca delle Fate rischia di presentarsi ai visitatori con un biglietto da visita degradato. La rimozione della vernice su roccia porosa richiede interventi specializzati per non danneggiare ulteriormente il substrato naturale, ma l’attesa prolungata sta trasformando una segnalazione di settembre in un simbolo di immobilismo.