Sfratto choc: staccano l’acqua a una famiglia con due bambini prima dell’udienza | MaremmaOggi Skip to content

Sfratto choc: staccano l’acqua a una famiglia con due bambini prima dell’udienza

Il caso denunciato dal Sunia Cgil: «Non sono morosi, pagano l’affitto ma non trovano casa». Udienza fissata per il 22 aprile, ma intanto resta senza acqua
Emergenza sfratti: una veduta di Grosseto e il presidente del Sunia Antonio Terribile

GROSSETO. Senz’acqua, con due bambini piccoli in casa, e un’udienza di sfratto che deve ancora essere celebrata. 

È una storia che scuote e che racconta, ancora una volta, l’emergenza abitativa che stringe il capoluogo, quella denunciata dal Sunia Cgil e che nelle ultime ore si è trasformata in un caso drammatico.

Acqua staccata prima della decisione del tribunale

Su richiesta del proprietario dell’appartamento, Acquedotto del Fiora ha sospeso l’erogazione dell’acqua a una famiglia sotto sfratto, nonostante l’udienza per la convalida sia fissata soltanto per il 22 aprile.

Una decisione che arriva prima ancora che il giudice si pronunci e che lascia una famiglia in condizioni estremamente difficili.

In casa ci sono due bambini: uno frequenta la scuola dell’infanzia, l’altro la scuola elementare.

«Non sono morosi: vogliono pagare ma non trovano casa»

A denunciare la vicenda è Antonio Terribile, segretario del Sunia Cgil, che chiarisce subito un punto fondamentale: «La famiglia è sotto sfratto per finita locazione, non per morosità».

Il contratto è scaduto il 28 febbraio, ma la famiglia aveva chiesto tempo per trovare un’altra sistemazione, continuando a pagare regolarmente l’affitto.

Nonostante questo, il proprietario ha avviato la procedura di sfratto esecutivo. E nel frattempo ha chiesto anche la sospensione della fornitura dell’acqua.

La richiesta di intestarsi l’utenza ignorata

La situazione diventa ancora più paradossale considerando che la famiglia aveva chiesto una soluzione alternativa: intestarsi direttamente l’utenza dell’acqua e pagare le bollette fino al trasferimento.

Una richiesta che non è stata accolta.

E così, in attesa dell’udienza, la famiglia si trova senza un servizio essenziale.

Emergenza casa: 300 sfratti in arrivo

Il caso non è isolato. Secondo le stime del Sunia, solo nel 2026 saranno circa 300 gli sfratti esecutivi a Grosseto.

Un numero che fotografa una crisi sempre più profonda, aggravata dalla carenza di alloggi disponibili e da un mercato immobiliare sempre più orientato verso gli affitti brevi.

«Molti proprietari – spiega Terribile – scelgono di destinare gli immobili agli affitti turistici», soprattutto nel centro storico, dove si trova anche l’appartamento della famiglia coinvolta.

Servizi sociali e liste d’attesa

Nel frattempo, le alternative sono poche. Il servizio sociale può intervenire solo dopo lo sfratto effettivo, inserendo la famiglia in graduatoria insieme a molte altre.

Ma il problema è strutturale: gli alloggi per l’emergenza abitativa sono insufficienti.

La famiglia continua a cercare casa, senza successo. Il capofamiglia ha un lavoro regolare e non avrebbe difficoltà a sostenere un affitto, come ha sempre fatto.

Eppure, non trova una soluzione«La situazione è sempre più esplosiva e non si vede la luce in fondo al tunnel», conclude Terribile.

Una vicenda che riaccende i riflettori su un tema irrisolto: l’assenza di politiche per la casa, mentre il piano annunciato da tempo dal governo ancora non si concretizza. 

E intanto, a Grosseto, c’è una famiglia che aspetta il 22 aprile senza acqua.

 

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