VENTURINA TERME. Non c’è pace per la Sefi, la società partecipata che dovrebbe rappresentare il braccio operativo dello sviluppo fieristico e turistico locale. Dopo soli sei mesi dall’insediamento, il presidente Riccardo Benifei rassegna le dimissioni e il consiglio decade ufficialmente.
È il terzo “scossone” in poco tempo per l’amministrazione comunale, un segnale che accende i riflettori sulla tenuta della continuità gestionale dell’ente.
Un effetto domino preoccupante
Quello della Sefi non è un caso isolato, ma il terzo atto di un valzer di poltrone che sta destabilizzando i ruoli chiave del Comune. In pochi mesi si è assistito alle dimissioni dell’assessore all’urbanistica, avvenute a poco più di un anno dal voto, al trasferimento del dirigente del settore urbanistica, che ha lasciato l’incarico poco dopo il secondo mandato di Ticciati.
Oggi, la decadenza del consiglio d’amministrazione della Sefi, arrivata come l’ennesimo fulmine a ciel sereno.
«Sebbene si tratti di vicende diverse tra loro – dice Matteo Tortolini, capogruppo de La svolta -, il risultato è univoco: una precarietà amministrativa che ricade inevitabilmente sulla responsabilità politica di chi governa».
«La cosa preoccupante è che è stato esplicitamente dichiarato dalla sindaca e dall’assessore che la scelta delle allora imminenti dimissioni sarebbe stata già nota al momento dell’incarico».
Già nel 2024, la Sefi venne scossa dalle dimissioni dell’allora consigliere David Aytano, in seguito alle offese pubbliche che questi rivolse nei confronti della Svolta. Parole pesanti, le cui conseguenze sono state poi inesorabilmente pagate dall’ex sostenitore della lista Ticciati.
Superstiti e tensioni politiche
Per quanto riguarda la Sefi, lo statuto parla chiaro: in caso di decadenza, spetta a un consigliere superstite o al revisore convocare l’assemblea per ricostituire l’organo.
Il termine “superstite” appare quanto mai ironico se applicato alla storia recente della società.
«Il termine “ superstite “ – sottolinea il capogruppo de La Svolta – tra l’altro, ben si addice alla travagliata e impervia vita di questa società, perchè anche l’ultimo consiglio decadde, proprio durante la campagna elettorale, perchè la Sindaca dimissionò un consigliere che riempì di insulti e offese la nostra lista. Una società formalmente pubblica, quindi, di tutti ma nella pratica, almeno all’epoca, frequentata da tifosi anche piuttosto agitati».
«Ma il punto è un altro: grande è la confusione sotto il cielo. Sì, perchè siamo a tre: qualche mese fa ci sono state le dimissioni dell’assessore all’urbanistica a poco più di anno dal voto e qualche settimana fa il trasferimento ad altro ente del dirigente del settore urbanistica anch’esso insediato tramite concorso da pochissimo tempo. Trattasi di vicende tutte diverse tra loro e in ogni caso ogni scelta personale merita sempre rispetto, tuttavia rendere problematica la continuità di un ente pubblico nei propri ruoli chiave è un danno per l’ente stesso. E la responsabilità oggettiva è in capo sempre a chi l’amministra».
Il “mega-progetto” da 21 milioni di euro
Il tempismo di questa crisi è il punto più critico. L’amministrazione ha più volte annunciato un ambizioso piano di rilancio da 21 milioni di euro per la riqualificazione dell’intera area fieristica, agli occhi dell’opposizione questa è pura fantascienza.
«Proprio per l’altezza della sfida – sottolinea – la giunta avrebbe dovuto nominare un consiglio blindato e autorevole, capace di resistere alle defezioni».
Invece, proprio il consiglio che avrebbe dovuto gestire questa trasformazione epocale si scioglie dopo appena un semestre.
Resta solo l’incertezza sul futuro di eventi imminenti, come il Tuscany Trail, e sulla gestione ordinaria, mentre l’assessora Zannoni, durante il recente incontro con gli operatori turistici di Ama Campiglia, ha preferito non toccare l’argomento, lasciando l’associazione senza risposte.
La proposta di Tortolini: cambiare lo statuto
La frequenza con cui la Sefi si trova decapitata, secondo Tortolini, suggerisce che il problema sia strutturale.
Per garantire stabilità a una società che è patrimonio di tutti i cittadini, appare necessario un intervento normativo interno:
«Un consiglio non richiesto – suggerisce Tortolini – cambiate lo statuto della SEFI per limitare i problemi di continuità gestionale della società. È una cosa semplice e vista la frequenza appare una questione di interesse generale»
In un momento in cui la programmazione dovrebbe essere la priorità, Campiglia non può permettersi di vivere in una perenne assemblea ricostitutiva.
Ticciati smentisce: «In sette anni di mandato, mai una dimissione»
Le dimissioni di Benifei – replicano dal Comune – sono state formalmente rassegnate per incompatibilità dell’incarico nella partecipata con il ruolo professionale chiamato a svolgere solo successivamente alla sua nomina in Sefi. Secondo lo statuto con le dimissioni del presidente decade tutto il consiglio di amministrazione senza, tuttavia, compromettere l’attività ordinaria della partecipata, che continua in regime di prorogatio.
L’Amministrazione comunale si è formalmente impegnata a trasmettere la richiesta di convocazione della nuova assemblea entro la fine di gennaio, al fine di rinnovare l’organismo nel più breve tempo possibile e comunque entro i termini previsti dalla normativa.
«Nei miei quasi sette anni di mandato – evidenzia la sindaca Alberta Ticciati – non si sono mai verificate dimissioni né sostituzioni di consiglieri o assessori per divergenze e contrasti politici. Un dato che dà la misura della coesione e del clima positivo con cui viene portata avanti l’azione amministrativa, pur in un percorso che nel tempo ha visto l’allargamento delle alleanze e l’inclusione di sensibilità diverse. Un dato che, peraltro, si discosta ampiamente da ciò a cui ci ha abituati oggi la politica, anche a livello locale».
«È proprio alla luce di questi elementi oggettivi – chiarisce – che risultano pretestuose e prive di fondamento le affermazioni del consigliere Tortolini, che piega e confonde fatti tra loro eterogenei per accreditarli come indice di una presunta cattiva gestione politica. La ricostruzione di Tortolini è infatti evidentemente fallace e strumentale, frutto di una precisa modalità di interpretare il proprio ruolo di servizio ai cittadini, legittima ma, a mio avviso, non condivisibile».
Considerati i consigli che sovente rivolge alla giunta comunale: «Credo potrà accogliere l’invito a non fare un guazzabuglio caotico e disinformativo, confondendo dimissioni da un ruolo politico per motivi personali, dimissioni per incompatibilità sopraggiunte legate a variazioni professionali e l’aspettativa temporanea di una figura dirigenziale tecnica a seguito dell’esito positivo di procedure concorsuali».
La sindaca conclude affermando che le accuse di immobilismo vengono smentite dai fatti: «La Sefi ha all’attivo il teatro/cinema, una delle poche aree in Italia per l’atletica indoor e, in ultimo, in ordine temporale il masterplan, essenziale – spiega – per intervenire su un’area strategica a partire da una visione unitaria e complessiva. Scelte e opere, lo ricordo, della precedente e dell’attuale amministrazione a guida Ticciati».