Sedicenne picchiato a calci e pugni, tre minorenni a processo | MaremmaOggi Skip to content

Sedicenne picchiato a calci e pugni, tre minorenni a processo

L’azione in due fasi, prima la lite al Cinghialino e poi l’agguato in via Curtatone. Il ragazzo finì al pronto soccorso con trenta giorni di prognosi
Ambulanza e polizia la sera dell’aggressione

GROSSETO. Una lite tra gruppi di ragazzi, poi l’inseguimento e il pestaggio. È questa la sequenza dei fatti finiti davanti al tribunale dei minori di Firenze, giudice Adolfo Di Zenzo, dove un 17enne e due 16enni sono imputati per lesioni aggravate in concorso.

L’episodio risale alla sera del 25 gennaio dello scorso anno. La vittima, all’epoca sedicenne, venne trasportata al pronto soccorso con naso rotto e trauma cranico lieve. Le sue lesioni furono giudicate guaribili in trenta giorni.

Due momenti distinti nella stessa zona

Secondo la ricostruzione, la vicenda si sarebbe sviluppata in due fasi ravvicinate. La prima sulle Mura, nella zona del Cinghialino, al bastione Molino a vento. Qui sarebbe nato un diverbio tra due gruppi di giovanissimi, per motivi considerati futili: uno sguardo, qualche parola, un’incomprensione.

Nel caos del confronto sarebbe intervenuto anche il ragazzo poi aggredito, schierandosi a difesa di alcuni amici. Dopo il primo scontro, c’era stato un inseguimento in centro. Sulle Mura, probabilmente, era scoppiata una rissa. Ma in quella zona, non ci sono telecamere di videosorveglianza. Pochi minuti, probabilmente, prima della fuga del sedicenne e del suo inseguimento. 

L’inseguimento e il pestaggio in via Curtatone

La seconda fase si è consumata a poche decine di metri di distanza, in via Curtatone. Il sedicenne avrebbe tentato di allontanarsi, dirigendosi verso il centro e cercando riparo lungo la strada. Ma sarebbe stato inseguito, raggiunto e colpito.

Un aspetto centrale della vicenda riguarda il numero delle persone coinvolte: quella sera, il gruppo che avrebbe partecipato all’inseguimento non sarebbe stato composto da pochi ragazzi, ma da quasi una decina di giovani. 

Un elemento che complica l’attribuzione delle singole responsabilità e che è ora al centro del dibattimento.

I due sedicenni, difesi dall’avvocato Emiliano Goracci, erano insieme al diciassettenne che ha deciso di farsi giudicare con il rito abbreviato. Lui è stato riconosciuto dal giovane picchiato. Per dire invece che all’azione violenta abbiano partecipato anche i due ragazzi, servirà il passaggio dibattimentale. 

Le indagini e le immagini delle telecamere

Sul posto intervennero i soccorsi sanitari e la guardia di finanza, che ha poi svolto le indagini. I militari hanno analizzato le immagini delle telecamere di sorveglianza, ricostruendo spostamenti, orari e dinamica degli eventi.

Nel corso dell’inchiesta sono stati sentiti undici ragazzi, ascoltati come persone informate sui fatti. Il materiale raccolto è confluito nella comunicazione di notizia di reato trasmessa alla Procura per i minorenni: il reato contestato è quello di lesioni aggravate.

Il processo e i prossimi passaggi

Dei tre imputati, due restano a dibattimento, mentre il più grande ha scelto il rito abbreviato: la sua posizione è stata stralciata. Nell’ultima comparizione in aula è stato ascoltato anche il ragazzo aggredito, che ha ripercorso quanto accaduto quella sera.

L’istruttoria non è ancora conclusa. Il giudice dovrà acquisire ulteriori testimonianze, comprese quelle di altri giovani presenti, per chiarire chi abbia effettivamente preso parte al pestaggio e in che modo.

Si tornerà in aula a settembre per le nuove testimonianze. 

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