PIOMBINO. Laddove non arriva lo Stato, arrivano i cittadini. Quando la sicurezza diventa “fai-da-te”, significa che le istituzioni hanno lasciato un vuoto.
A Fiorentina nasce la chat anti ladro, una chat di quartiere che avverte in tempo reali gli altri residenti per segnalare movimenti sospetti e auto sconosciute. L’auto sicurezza, però, è un campanello d’allarme che non può essere ignorato.
«I residenti, esasperati da una serie di furti nelle abitazioni, hanno deciso di organizzarsi autonomamente. Ma la sicurezza non può e non deve poggiare sulle spalle dei privati cittadini». A segnalarlo è il Partito Democratico che ritiene quanto la rete di autotutela sia un segnale evidente di un bisogno di protezione che non trova risposta nell’attuale gestione del territorio.
Il piano d’azione
Quando i cittadini si organizzano con chat anti-ladro significa che qualcosa non sta funzionando e che c’è un bisogno reale di maggiore presenza e attenzione sul territorio.
Non bastano gli slogan: servono interventi strutturali, sottolinea il Pd che intima al Comune di intervenire subito per trasformare la percezione di insicurezza in prevenzione reale. Le loro proposte sono chiare e concrete:
Mappatura dei punti critici: individuare immediatamente le zone più esposte ai furti e le aree degradate.
Piano straordinario di illuminazione: eliminare le zone d’ombra nelle vie e negli spazi pubblici che oggi favoriscono l’illegalità .
Presidio del territorio: pattugliamenti mirati della Polizia locale, in stretto coordinamento con le altre Forze dell’ordine.
Ascolto e partecipazione: stop alla solitudine dei cittadini
Chi vive a Fiorentina, così come in ogni altro quartiere di Piombino, deve sentirsi tutelato e ascoltato, non abbandonato al punto da doversi “difendere” da solo.
«La sicurezza – scrivono nella nota – non si costruisce con i proclami, ma con la presenza e la prevenzione. Non possiamo permettere che i cittadini siano lasciati soli».
«Chiediamo che l’amministrazione attivi finalmente in modo serio e funzionale il tavolo per la sicurezza già votato dal consiglio comunale, coinvolgendo tutti i soggetti istituzionali e sociali utili a tracciare una strategia comune. Parallelamente, è necessario avviare un percorso di ascolto nei quartieri attraverso assemblee pubbliche: le istituzioni devono tornare a guardare in faccia i residenti e raccogliere le loro priorità ».
La sicurezza è un diritto che va garantito con la presenza costante dello Stato e degli enti locali sul territorio, non attraverso una chat di quartiere sullo schermo degli smatphone dei residenti.