ORBETELLO. Una serata come tante, nel cuore di Orbetello, si è trasformata in una rissa finita davanti al giudice. È successo domenica 18 gennaio, all’interno di un locale della centralissima piazza del Plebiscito, dove all’improvviso è scoppiata una lite tra quattro giovani.
Da una parte due fratelli santostefanesi, dall’altra due ragazzi romani, entrambi ventenni, incensurati. I motivi della discussione non sono stati chiariti, ma in pochi istanti le parole hanno lasciato spazio agli spintoni, fino a trasformarsi in una vera e propria rissa.
I due giovani romani, di origini africane ma nati in Italia, spesso frequentano la zona. E lo scorso fine settimana avevano deciso di passarlo all’Argentario, dove il padre di uno dei due ventenni ha una casa. Entrambi studiano all’Università e non avevano mai avuto problemi con la giustizia.
L’intervento dei carabinieri e l’aggressione
Dal locale è partita la chiamata ai carabinieri, intervenuti per riportare la calma. Ma durante le fasi di identificazione la situazione è degenerata ulteriormente: i due ragazzi si sono divincolati e hanno colpito un militare, provocandogli alcuni giorni di prognosi.
A quel punto è scattato l’arresto per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, un reato che, quando viene commesso contro i militari dell’Arma, è aggravato.
La direttissima davanti al giudice
Nel pomeriggio di lunedì 19 gennaio, i due ventenni sono comparsi davanti al Sergio Compagnucci per la convalida dell’arresto e il giudizio direttissimo.
La vice procuratrice onoraria Elena Bartalini ha chiesto per entrambi la misura dei domiciliari. I giovani, difesi dagli avvocati Andrea Ricciardi e Andrea Guidi, hanno invece chiesto il termine a difesa.
Il giudice ha deciso di applicare l’obbligo di dimora a Roma, dove entrambi risiedono, in attesa del processo.
Cosa cambia con il nuovo decreto sicurezza
La vicenda si inserisce nel quadro delle modifiche introdotte dal nuovo decreto sicurezza, che ha inasprito le pene per chi commette resistenza o lesioni nei confronti di pubblici ufficiali, in particolare dei militari delle forze dell’ordine.
In caso di aggressioni ai carabinieri, la legge prevede oggi aggravanti specifiche, con pene più severe e minori possibilità di attenuanti. L’obiettivo dichiarato della riforma è quello di rafforzare la tutela degli operatori impegnati nel controllo del territorio.
Una rissa nata senza un motivo chiaro, dunque, rischia ora di trasformarsi in una vicenda giudiziaria ben più pesante per due ragazzi fino a oggi senza precedenti.




