GROSSETO. Ci sarebbe anche un ventiduenne proveniente dalla provincia di Grosseto tra le tre persone arrestate dalla polizia in relazione ai violenti scontri avvenuti sabato 31 gennaio a Torino durante una manifestazione.
Il giovane, originario dell’Amiata, è stato arrestato in flagranza differita ed è accusato di concorso in lesioni personali a un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico, in riferimento alla grave aggressione subita dal poliziotto Alessandro Calista, appartenente al Reparto Mobile di Padova. Il 22enne da tempo non viveva più in Toscana.
Le accuse: lesioni, violenza e rapina in concorso
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il ventiduenne maremmano sarebbe stato individuato attraverso l’analisi dei filmati come uno dei componenti del gruppo responsabile della violenta aggressione ai danni dell’agente.
Oltre all’arresto per le lesioni personali, il giovane è stato anche denunciato per violenza a pubblico ufficiale, poiché in un’altra circostanza sarebbe stato ripreso mentre lanciava corpi contundenti contro le forze dell’ordine impegnate nel servizio di contenimento.
Contestualmente, è scattata anche una denuncia per rapina in concorso: secondo l’accusa, il gruppo avrebbe sottratto al poliziotto aggredito lo scudo, l’U-bot e la maschera antigas, dopo averlo colpito e ferito.
Tre arresti e ventiquattro denunciati
Il bilancio complessivo delle attività di polizia parla di tre arresti e ventiquattro persone denunciate, al termine di un’indagine condotta attraverso l’analisi di immagini, video e materiali raccolti durante e dopo gli scontri.
L’operazione ha portato all’identificazione dei presunti responsabili delle violenze più gravi, consentendo di ricostruire ruoli e responsabilità all’interno del gruppo che ha preso parte agli episodi di maggiore tensione.
L’indagine prosegue
Le indagini della Polizia di Stato proseguono per chiarire ulteriormente la dinamica degli scontri e accertare eventuali ulteriori responsabilità. La posizione del ventiduenne della provincia di Grosseto è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria, che dovrà valutare le accuse contestate nell’ambito del procedimento penale.



