«Scarto della società»: il 22enne amiatino travolto dalla gogna social | MaremmaOggi Skip to content

«Scarto della società»: il 22enne amiatino travolto dalla gogna social

Il ragazzo è in carcere con l’accusa di lesioni a pubblico ufficiale e rapina. Arrestati due uomini di Frosinone. Denunciati un giovane di Lucca e uno di Firenze prima della manifestazione su Askatasuna
Il pestaggio del poliziotto

ARCIDOSSO. La condanna è arrivata prima dei tribunali. Dopo l’arresto di Angelo Francesco Simionato, il 22enne di Montelaterone accusato di essere uno degli aggressori del poliziotto sul viale Regina Margherita, il suo profilo social è stato travolto da una valanga di insulti: «infame», «scarto della società», «vigliacco, in galera a vita».

Una gogna digitale alimentata in poche ore, mentre l’inchiesta giudiziaria continuava a ricostruire responsabilità e ruoli all’interno di una giornata di violenza urbana che ha lasciato ferite profonde.

Simionato, 22 anni, è accusato del pestaggio del poliziotto Alessandro Calista, 29 anni, del Reparto mobile di Padova, colpito durante gli scontri avvenuti nel corso della manifestazione per Askatasuna. Oltre che del reato di concorso in lesioni personali a pubblico ufficiale, il 22enne deve rispondere anche di rapina.

Il suo profilo personale, dai social, dopo la valanga d’insulti comparsi appena il suo nome è venuto fuori, sarebbe stato cancellato

Le immagini e il lavoro della Digos

A individuare Simionato sono state le immagini analizzate dalla Digos. I video mostrano un gruppo di manifestanti che si accanisce contro il poliziotto a terra. In mezzo a una decina di persone vestite di nero, alcuni dettagli di colore rosso avrebbero reso riconoscibile il 22enne, poi arrestato in flagranza differita.

Originario di Montelaterone, frazione del comune di Arcidosso, Simionato ha lavorato come cameriere ed è incensurato. A suo carico risultano solo segnalazioni, ma nessuna condanna. Attualmente si trova detenuto nel carcere delle Vallette, a Torino.

Tra centri sociali e rave

Il giovane amiatino, si era trasferito da diversi anni, spostandosi in centri occupati nella zona di Pisa. Poi si sarebbe spostato a Bologna.

Non è conosciuto per reati di piazza, e ha precedenti di polizia per imbrattamento e per la partecipazione a rave.

Adesso, però, le accuse a suo carico sono gravi, al punto da rischiare una condanna fino a dieci anni

Gli arresti da Frosinone e gli altri toscani coinvolti

L’inchiesta non riguarda soltanto lui. Sono stati arrestati anche Pietro Desideri, 31 anni, e Matteo Campaner, 35 anni, entrambi residenti a Frosinone.

Accanto agli arresti, emergono anche altri due toscani finiti nei guai, entrambi denunciati a piede libero. Si tratta di un giovane ventenne originario di Lucca, denunciato per porto di oggetti atti ad offendere: durante un controllo, la Digos avrebbe trovato e sequestrato un coltello nascosto nelle sue tasche. Il controllo è avvenuto prima dell’inizio della manifestazione di protesta contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna, alla quale hanno poi partecipato circa cinquantamila persone.

Un altro ventenne, residente a Firenze, è stato invece denunciato per inosservanza dei provvedimenti dell’autorità. Anche in questo caso il controllo è avvenuto prima dell’avvio del corteo.

Secondo quanto emerso, sia il giovane lucchese che quello fiorentino gravitano nell’area dell’antagonismo, un elemento che contribuisce a delineare il contesto nel quale maturano i fatti oggetto dell’indagine.

Tra piazza, web e giustizia

Mentre la magistratura procede, il dibattito pubblico continua a consumarsi sui social, dove il linguaggio si radicalizza e ogni distinzione tra accertamento dei fatti e giudizio morale tende a scomparire.

È il prolungamento digitale di una frattura che attraversa le piazze e che trasforma ogni episodio di violenza in una resa dei conti simbolica, ben prima che giudiziaria.

 

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