GROSSETO. La rete ospedaliera dell’Asl Toscana Sud Est non regge più il peso delle carenze di organico e delle criticità organizzative. A denunciarlo è Anaao Assomed, il principale sindacato dei medici e dirigenti sanitari italiani, che con una lunga analisi mette in luce i problemi strutturali di pronto soccorso, posti letto e attrattività professionale.
Secondo il sindacato, la qualità dei servizi sanitari toscani resta tra le più alte in Italia, ma ciò avviene soprattutto grazie all’impegno e all’abnegazione degli operatori, che però sono tra i peggio retribuiti del Paese. Una situazione che non può reggere a lungo.
Pronto soccorso in difficoltà
Il documento di Anaao Assomed evidenzia il sovraffollamento dei pronto soccorso, soprattutto nei cinque principali ospedali dell’azienda. Gli accessi inappropriati raggiungono il 41% (contro il 36% della media regionale e il 22% di quella nazionale).
Per far fronte a questo carico servirebbero almeno 32 medici in più. Ma il problema non è solo quantitativo: al superafflusso si aggiunge la difficoltà a ricoverare i pazienti, dato che mancano circa 180 posti letto per i ricoveri ordinari e 169 per la lungodegenza.
Posti letto mal distribuiti
Non è solo una questione di numeri: secondo l’analisi, i posti letto sono mal distribuiti, con conseguenti disagi soprattutto negli ospedali maggiori, dove si registra il fenomeno del boarding (pazienti bloccati in pronto soccorso in attesa di ricovero).
Chirurgia e rischi per la qualità delle cure
Sul fronte chirurgico, Anaao riconosce lo sforzo di distribuire attività a bassa complessità nei presidi minori, ma avverte: il trend va potenziato. Il rischio, altrimenti, è che prestazioni di alta complessità vengano svolte in strutture con bassa esperienza, in contrasto con quanto stabilito dal Decreto ministeriale 70/2015, che impone standard minimi per garantire qualità e sicurezza delle cure.
La difficoltà di reclutare medici
Il quadro geografico della Toscana Sud Est, con ospedali in zone disagiate o a bassa densità abitativa, rende ancora più complesso reclutare professionisti. Molti sono costretti al pendolarismo, e le specialità più critiche restano scoperte: emergenza-urgenza, cardiologia e radiologia tra le più colpite.
Le proposte del sindacato
Per Anaao Assomed non esistono soluzioni semplici, ma alcune direttrici chiare:
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Rafforzare la cintura internistica nei piccoli ospedali, per gestire pazienti non acuti più vicini al domicilio.
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Garantire attività chirurgica day/week surgery nei presidi minori, con équipe itineranti per gli interventi più complessi.
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Ridurre il peso burocratico sui medici di base, così da rafforzare il filtro territoriale e alleggerire i pronto soccorso.
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Investire in telemedicina e telelavoro clinico, sfruttando le tecnologie per ridurre i disagi del pendolarismo e garantire continuità assistenziale.
Carbone (Anaao): «Serve lungimiranza, non campanilismi»
«Un’azienda territoriale come la nostra – osserva Francesco Carbone, segretario aziendale Anaao per l’Asl Toscana Sud Est – potrebbe diventare un grande laboratorio per sviluppare modelli organizzativi nuovi, sempre nell’interesse dei cittadini. A patto che si analizzi la realtà con obiettività e senza vincoli di campanile».
Carbone lancia anche un avvertimento: «La sostenibilità economica del sistema è in crisi. Aumentare ancora le tasse sarebbe iniquo per chi le paga. Su questa strada l’Azienda troverà sempre nel nostro sindacato stimolo e collaborazione».



