Sanità, senza attrattive per Villamarina non c'è futuro. La lettera congiunta dei sindaci ai vertici della Regione | MaremmaOggi Skip to content

Sanità, senza attrattive per Villamarina non c’è futuro. La lettera congiunta dei sindaci ai vertici della Regione

Cardiologia e futuro dell’ospedale: la Val di Cornia scende in campo contro l’oblio di Firenze. «La salute dei nostri cittadini non è una scelta tecnica, ma politica»
L'ospedale Villamarina di Piombino
L’ospedale Villamarina di Piombino

PIOMBINO. Un grido d’allarme univoco, che supera i confini comunali per farsi istanza territoriale. I sindaci di Piombino, Campiglia Marittima, San Vincenzo, Suvereto e Sassetta hanno firmato una lettera congiunta indirizzata ai vertici della Regione Toscana. Al centro del documento, una denuncia netta: l’ospedale di Villamarina sta perdendo attrattività e il futuro dei servizi sanitari in Val di Cornia è appeso a un filo.

Francesco Ferrari, Alberta Ticciati, Paolo Riccucci, Jessica Pasquini e Alessandro Guarguaglini chiedono risposte concrete su investimenti e stabilità del personale, elementi giudicati indispensabili per evitare il declino del presidio ospedaliero.

Cardiologia: promesse non mantenute

Il punto di rottura sembra essere la situazione della cardiologia, reparto vitale per l’intera struttura. Nonostante le rassicurazioni giunte mesi fa dall’Azienda Sanitaria circa il reperimento di nuovo personale, i sindaci denunciano una realtà ben diversa: l’organico non è ancora stato integrato.

«Non è solo questione di concorsi – spiegano i primi cittadini – Non possiamo pensare che giovani professionisti scelgano di lavorare in un presidio a marcia ridotta, dove non vi è la possibilità di maturare esperienze stimolanti.»

Per le amministrazioni locali, la cardiologia interventistica resta l’obiettivo fondamentale per garantire che l’ospedale torni a essere un polo d’eccellenza e non un semplice ufficio di passaggio.

L’attesa di un confronto politico

La critica dei sindaci non è solo tecnica, ma profondamente politica. È stato richiesto un incontro con l’assessora regionale alla sanità, che tuttavia non è ancora stato calendarizzato.

«Al di là delle risposte formali e tecniche fornite dall’azienda sanitaria, abbiamo chiesto un confronto alla politica regionale, per fare chiarezza sulla volontà di rendere attrattivo l’ospedale di Piombino e sulle strategie che si intende mettere in atto per raggiungere tale obiettivo – dicono i primi cittadini – Non è solo questione di concorsi. Non possiamo pensare che giovani professionisti scelgano di lavorare in un presidio a marcia ridotta, dove non vi è la possibilità di maturare esperienze importanti e professionalmente stimolanti».

I firmatari della lettera sottolineano come le risposte formali fornite finora dall’ASL non siano sufficienti

«La sanità pubblica non può essere oggetto di decisioni calate dall’alto, prive di coinvolgimento delle comunità locali», dicono i sindaci.

Serve una strategia di lungo periodo che chiarisca una volta per tutte la volontà della Regione Toscana di investire sul territorio.

«La cardiologia, e in particolare la cardiologia interventistica, rappresenta un obiettivo fondamentale, ribadito in tutti i tavoli istituzionali. È urgente che la Regione si apra al confronto con il territorio per chiarire gli scenari futuri della sanità locale e definire una strategia di lungo periodo, coerente con le esigenze del territorio – dicono i sindaci – Rinnoviamo la disponibilità alla collaborazione con Cecina e con l’Isola d’Elba, ma serve agire.  La sanità pubblica non può essere oggetto di decisioni non condivise e prive di un adeguato coinvolgimento delle comunità locali e dei loro bisogni».

Il rischio «oblio» e l’appello alla mobilitazione

Il timore espresso è che la Val di Cornia, lontana dai centri di potere fiorentini, finisca nel dimenticatoio.

I sindaci sottolineano la necessità di investimenti che garantiscano fondi certi per ammodernare le strutture ed incentivi per rendere Villamarina una sede ambita dal personale sanitario.

«Come istituzioni svolgiamo il nostro ruolo di stimolo nelle sedi opportune, ma è bene chiarire che la regia della sanità è in capo alla Regione. I cittadini che intervengono nel dibattito e promuovono iniziative per mantenere alta l’attenzione hanno ragione, ma la protesta non basta. La Val di Cornia – concludono i sindaci – rispetto alla centralità di Firenze, rischia l’oblio e la noncuranza. Serve invece un ritorno della politica: tutte le forze politiche, in particolare quelle con rappresentanza in Regione, alzino il livello di attenzione, sostengano le istituzioni locali e difendano i diritti dei cittadini della Val di Cornia».

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