Sanità al bivio: il progetto delle Case di Comunità rischia il naufragio per un "no" dell’Asl | MaremmaOggi Skip to content

Sanità al bivio: il progetto delle Case di Comunità rischia il naufragio per un “no” dell’Asl

Lo Spi-Cgil denuncia: l’Asl blocca la ristrutturazione di un immobile comunale per costi irrisori, mettendo a rischio i fondi Pnrr e il futuro della sanità territoriale
Il pronto soccorso dell'ospedale Villamarina di Piombino
Il pronto soccorso dell’ospedale Villamarina di Piombino

PIOMBINO. Il futuro della sanità territoriale in Val di Cornia si tinge di tinte fosche. Lo Spi-Cgil di Piombino lancia un grido d’allarme che scuote i palazzi della politica e della gestione sanitaria: il progetto per la realizzazione delle due Case di Comunità previste in città rischia seriamente di naufragare. E il dito è puntato senza mezzi termini contro i vertici dell’Azienda Sanitaria.

Un investimento milionario del Pnrr messo a rischio da una spesa giudicata “irrisoria”.

È questo il cuore della denuncia sollevata da Giuseppe Bartoletti, segretario generale Spi-Cgil Livorno, e Monica Cavallini, segretaria Spi-Cgil, che puntano il dito contro l’immobilismo burocratico ed economico che sta bloccando la riforma della sanità territoriale a Piombino.

La strategia: meno ospedale, più prossimità

Da anni la sanità toscana ha intrapreso una strada chiara: investire nel territorio per alleggerire i Pronto Soccorso. Il percorso terapeutico e la presa in carico del paziente devono avvenire nelle Case di Comunità, strutture nate per intrecciare diagnostica e assistenza. A Piombino, il piano prevede la creazione di due di queste strutture, un progetto che rivoluzionerebbe l’accesso alle cure per migliaia di cittadini.

Nonostante la centralità del progetto, tutto è fermo. Il motivo del blocco sembrerebbe paradossale: l’ASL Toscana Nord Ovest non intenderebbe investire le risorse necessarie per la ristrutturazione di un immobile messo a disposizione dal Comune.

In questa sede dovrebbero essere trasferiti una decina di operatori ASL, passaggio fondamentale per liberare gli spazi necessari al progetto complessivo.

«La mancata entrata in funzione di tale struttura rischia di far saltare il progetto globale – denunciano Bartoletti e Cavallini – Sarebbe inaccettabile che un piano fondamentale per la cittadinanza venisse bloccato perché l’Asl si rifiuta di spendere una cifra minima rispetto all’ammontare totale dell’investimento».

L’appello: «Cittadini di serie B?»

Il sindacato non cerca lo scontro politico fine a se stesso, ma esige chiarezza. Con la scadenza dei fondi del PNRR che incombe, ogni giorno perso è un passo verso la perdita definitiva dei finanziamenti e la messa in discussione dell’intero sistema sanitario locale.

I rappresentanti della Spi-Cgil rivolgono tre domande dirette alla Regione Toscana, alla direttrice dell’Asl Nord Ovest e al sindaco di Piombino:

  • I cittadini di questo territorio hanno pari diritti rispetto al resto della regione?
  • Si può davvero sacrificare un servizio vitale per una disputa su costi di ristrutturazione marginali?
  • Quali sono le risposte concrete per sbloccare l’operatività del sistema?

«A noi non interessano le polemiche – concludono i sindacalisti – Servono risposte da chi detiene la responsabilità. Il tempo delle attese è scaduto».

 

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