SAN VINCENZO. Lo scontro interno al Movimento 5 stelle a San Vincenzo si riaccende e sale di livello. Dopo la diffida sull’uso del simbolo e la presa di posizione del coordinatore provinciale Mario Settino, arriva la dura replica dei consiglieri comunali Alessio Landi e Michele Cascone, che rivendicano il percorso politico avviato nel 2013 e accusano il partito regionale di avere abbandonato i valori originari del movimento.
Nella nota diffusa dai due consiglieri il bersaglio non è solo il coordinamento provinciale, ma anche l’attuale assetto politico del Movimento 5 stelle in Toscana, descritto come distante dai temi storici portati avanti sul territorio della Val di Cornia.
«Siamo attivi dal 2013, non accettiamo lezioni»
Nella nota diffusa dai due consiglieri il messaggio è diretto: «Il nostro gruppo non nasce oggi per opportunismo: siamo attivi dal 2013. Abbiamo rappresentato il Movimento 5 stelle con una lista certificata già nel 2014 e da allora non abbiamo mai smesso di onorare la Carta di Firenze e i principi di legalità ».
Landi e Cascone rivendicano così oltre dieci anni di presenza politica a San Vincenzo e spiegano che l’utilizzo del simbolo, pur non ufficiale, nasce dalla volontà di mantenere vivi i valori originari del movimento.
Lo scontro sul simbolo: «Noi unici a difendere quei valori»
Il nodo resta quello già emerso nei giorni scorsi: chi rappresenta davvero il Movimento 5 stelle sul territorio.
«Se fino ad oggi abbiamo utilizzato questo simbolo, non ufficiale, è perché siamo gli unici a San Vincenzo ad averne mantenuto intatti i valori originali», scrivono nella nota, contestando apertamente l’attuale dirigenza regionale.
Secondo i due consiglieri, i vertici avrebbero progressivamente sostituito i temi storici del movimento con logiche di potere.
Attacco a Irene Galletti e alla linea regionale
Nel documento vengono chiamati direttamente in causa anche i vertici regionali.
Landi e Cascone definiscono «paradossale» ricevere critiche da Irene Galletti, consigliera regionale del Movimento 5 stelle, oggi in maggioranza in Regione Toscana, accusata di sostenere scelte contestate come il rigassificatore di Piombino e l’espansione dei pannelli fotovoltaici nei terreni agricoli.
Critiche anche al coordinatore provinciale Mario Settino, definito nella nota «mai passato dal voto degli iscritti».
«La crisi politica era nota da marzo 2024»
Secondo i due consiglieri, il coordinamento provinciale conosceva da tempo le tensioni interne di San Vincenzo.
«Il coordinatore era perfettamente a conoscenza della crisi politica a San Vincenzo sin dal 2 marzo 2024», sostengono, ricordando un incontro ufficiale nel quale sarebbe stato chiesto al gruppo di resistere fino alle elezioni europee del giugno 2024.
«Il M5s Toscana ha scelto la maggioranza locale»
Nella replica viene poi rilanciata la critica politica verso l’amministrazione comunale.
Per Landi e Cascone il Movimento 5 stelle toscano avrebbe scelto di schierarsi con una maggioranza comunale che ha perso sei consiglieri su dodici, compresi due assessori poi usciti dall’assetto iniziale.
«Continuiamo sulla strada della coerenza»
La chiusura è un messaggio politico netto: «Continueremo a testa alta sulla strada della coerenza, quella che gli elettori ci riconoscono dal 2013 e che nessun burocrate di partito potrà mai cancellare».
Lo scontro interno al fronte 5 stelle a San Vincenzo resta quindi aperto, tra rivendicazioni territoriali, simboli contestati e accuse ai vertici regionali.