GROSSETO. Salta il numero legale in consiglio comunale. Succede oggi, giovedì 30 gennaio, nel momento in cui l’aula era chiamata a discutere e votare la delibera sull’affidamento a Sistema srl, società in house del Comune di Grosseto, del servizio di controllo ambientale e ispettivo legato alla gestione dei rifiuti. Relazione illustrata dall’assessora Erika Vanelli.
Un passaggio politicamente delicato, che arriva a pochi giorni dalla lettera della Corte dei conti sulle partecipate, nella quale vengono evidenziate diverse criticità , comprese quelle sugli affidamenti a Sistema.
Maggioranza senza numeri
Al momento della verifica del numero legale, la maggioranza non riesce a garantire la presenza minima dei consiglieri. Il sindaco, come noto, non conta ai fini del quorum e Andrea Vasellini rischia il conflitto di interessi sulla delibera, essendo figlio di Amedeo Vasellini, presidente della società partecipata. Alla fine sceglie di non votare.
Il risultato è che, alla chiamata del segretario, restano in aula soltanto il presidente del consiglio e un consigliere di maggioranza, Gino Tornusciolo. Escono, infatti, anche tutti i consiglieri di maggioranza. Troppo poco per andare avanti.
L’opposizione esce dall’aula dopo l’ordine del giorno
L’opposizione, pur in mezzo alle polemiche per il solito problema del collegamento con i tesserini elettronici, decide di uscire dall’aula dopo aver presentato un ordine del giorno, illustrato da Carlo De Martis.
Nel documento si chiede di valutare con attenzione i costi dell’operazione e, qualora l’affidamento a Sistema venisse confermato, di limitarlo a un solo anno, predisponendo nel frattempo gli atti per internalizzare il servizio con assunzioni dirette nel settore ciclo dei rifiuti e tutela ambientale.
Secondo i calcoli contenuti nell’ordine del giorno, il costo implicito dell’operazione ammonterebbe a oltre 26 euro l’ora, una cifra superiore a quella prevista per figure analoghe assunte direttamente dall’ente secondo il contratto nazionale.
Anche Giacomo Cerboni ha fatto notare che lo stesso servizio, peraltro visto che c’è una graduatoria aperta, si sarebbe potuto fare a costi minori con personale interno, senza affidarlo a Sistema. «Basterebbe assumere tre persone in più».
Le parole di Giacomo Gori: «Rapporti deteriorati nella maggioranza»
A leggere l’episodio come un segnale politico è anche Giacomo Gori, consigliere del Movimento 5 Stelle, che parla apertamente di tensioni interne alla maggioranza.
«Quando anche la maggioranza abbandona l’aula durante la verifica del numero legale – afferma – vuol dire due cose: o neppure loro erano d’accordo sul provvedimento, oppure i rapporti all’interno della maggioranza sono clamorosamente deteriorati. Probabilmente entrambe le cose».
Gori richiama anche il recente confronto pubblico a Firenze con la Corte dei conti e si chiede se non siano emersi elementi nuovi, ancora non noti al consiglio comunale: «La Corte dei conti c’entra qualcosa? È possibile che siano emersi aspetti di cui non conosciamo ancora bene i contorni, anche perché la documentazione richiesta non è stata ancora trasmessa».
Un rinvio che pesa politicamente
Il rinvio della delibera non è solo un fatto tecnico. Arriva in un momento in cui il tema delle partecipate, e in particolare di Sistema, è già sotto la lente della magistratura contabile e al centro del dibattito politico cittadino.
Il mancato numero legale fotografa una maggioranza in difficoltà su un provvedimento chiave e apre interrogativi sui rapporti interni e sulla gestione futura dei servizi ambientali.
La discussione, inevitabilmente, è solo rinviata. Ma dopo quanto accaduto in aula, difficilmente potrà ripartire come se nulla fosse.



