Saldi e pre-saldi, a Grosseto il commercio è sotto pressione | MaremmaOggi Skip to content

Saldi e pre-saldi, a Grosseto il commercio è sotto pressione

Tra promozioni anticipate, crisi dei consumi e regole che non valgono per tutti, le botteghe di vicinato faticano a reggere il confronto
Da sinstra: Giulia Simone, Alberto Macchi e Andrea Biondi
Da sinstra: Giulia Simone, Alberto Macchi e Andrea Biondi

GROSSETO. Arriva il periodo dei saldi, con le sue occasioni e le sue contraddizioni, iniziano domani, 3 gennaio.

Un momento atteso da chi spera di acquistare qualcosa rimandato da tempo e, allo stesso tempo, un passaggio delicato per i commercianti. Ma accanto ai saldi ufficiali cresce sempre di più il fenomeno dei “pre-saldi”, promozioni anticipate e spesso riservate alla clientela fidelizzata. Una pratica diffusa soprattutto nella grande distribuzione e nell’online, che finisce per mettere in difficoltà le botteghe di vicinato, chiamate a confrontarsi con una competizione sempre più sbilanciata.

Il contesto economico locale non aiuta. Inflazione, costo della vita in aumento, produzione industriale in calo e stipendi che faticano a tenere il passo hanno ridotto il potere d’acquisto dei consumatori. Di fronte a spese sempre più alte – dal carrello della spesa alle utenze – i consumatori tendono a ridurre le uscite per abbigliamento, ristorazione e tempo libero. A questo si aggiunge la pressione fiscale e gestionale che grava sulle imprese, rendendo difficile aumentare i salari e sostenere nuovi costi. Un equilibrio fragile, che rende ogni fase promozionale ancora più decisiva.

In questo scenario, l’anticipazione degli sconti rischia di diventare un ulteriore elemento di squilibrio. Fare i “pre-saldi” in un periodo di consumi già compressi viene percepito da molti esercenti come una mossa penalizzante.

Macchi: «I saldi sono uno stimolo all’economia»

I pre-saldi si traducono spesso in sconti riservati ai possessori di fidelity card, che consentono di accedere a promozioni dedicate prima dell’avvio ufficiale delle vendite di fine stagione. Si tratta di una pratica formalmente lecita, ma che non sempre è sostenibile per i negozi di vicinato, che non dispongono degli stessi volumi di vendita, delle stesse strutture organizzative e degli stessi margini della grande distribuzione o dei negozi online.

Come spesso accade in economia, non esiste una risposta giusta o sbagliata: gli effetti delle strategie di marketing dipendono anche dal comportamento dei consumatori, sempre più orientati a cercare il prezzo più conveniente, indipendentemente dal canale di vendita.

«Ormai i saldi iniziano appena arriva l’inverno, e ci troviamo a mettere a sconto articoli della stagione in corso – spiega Alberto Macchi, presidente di CentriAmo GrossetoResto però convinto che i saldi siano uno stimolo per l’economia: portano più persone nei negozi e possono favorire anche altri acquisti. In questo senso, anche i pre-saldi possono avere un effetto trainante, soprattutto perché rivolti ai clienti più fedeli».

Un po’ di concorrenza sleale

Se da un lato gli sconti rappresentano una leva importante per i consumi, dall’altro per molti esercenti significano margini ridotti, senza che diminuiscano i costi fissi per tenere aperta l’attività. I modelli economici di grande distribuzione ed e-commerce si basano su numeri e volumi molto diversi, rendendo il confronto difficile per il piccolo commercio.

La normativa prevede limiti alle promozioni nei periodi precedenti ai saldi, ma nella pratica si è affermata una zona grigia fatta di formule alternative, vendite riservate e comunicazioni dirette alla clientela, che contribuiscono a rendere il quadro poco leggibile per i consumatori e complesso per chi opera nel rispetto delle regole.

Per Confesercenti Grosseto è fondamentale riportare al centro trasparenza e concorrenza leale. Prezzi e sconti devono essere chiari, verificabili e comparabili, soprattutto quando le promozioni sono veicolate attraverso canali digitali o rivolte a consumatori selezionati. Centrale anche il rispetto delle norme sul “prezzo precedente”, che per legge deve essere il più basso praticato nei 30 giorni antecedenti.

«I saldi restano un momento importante per il commercio di vicinato, anche in Maremma – dice Andrea Biondi, direttore di Confesercenti Grosseto – ma è evidente che il sistema attuale va ripensato. Le nostre imprese rispettano le regole e chiedono che tutti facciano lo stesso, perché solo così si tutela davvero il consumatore. Scegliere i negozi del territorio significa investire in qualità, relazione e fiducia, valori che durano tutto l’anno».

Tra stagioni che cambiano e saldi anticipati

A rendere il quadro ancora più complesso contribuisce anche il cambiamento climatico, che altera la stagionalità delle vendite.

«Per essere davvero equi, i saldi dovrebbero iniziare a marzo, non a gennaio, quando siamo ancora nel pieno dell’inverno – dice Giulia Simoni, titolare di Retrò – Capisco la logica dei pre-saldi, ma è evidente che non tutti hanno la possibilità di applicarli. Il divieto di promozioni nei 30 giorni precedenti dovrebbe valere per tutti, mentre spesso sembra colpire solo i negozi di vicinato».

Un nodo difficile da sciogliere, che continua a pesare sulle piccole attività commerciali, strette tra l’esigenza di restare competitive e quella di mantenere sostenibilità economica e correttezza in un mercato sempre più orientato alla promozione continua.

Autore

Riproduzione riservata ©

pubblicità

Condividi su

Articoli correlati

© 2021 PARMEDIA SRL – Via Cesare Battisti 85, 58100 – Grosseto – P.I.V.A. 01697040531
Tutti i diritti riservati.