GROSSETO. Il furto è stato commesso nell’estate del 2024. I ladri erano riusciti a entrare nell’appartamento di un avvocato di Siena. Erano poi usciti, con una manciata di sterline d’oro e una collana particolare. Una vicenda che ormai sembrava essere stata sepolta dai mesi che sono passati. E invece, mercoledì 11 febbraio la polizia ha messo i sigilli al compro oro Saturno in via Emilia, a Grosseto. Sulla porta del negozio è stato affisso il cartello con la dicitura «sequestro preventivo», corredato anche dal timbro della squadra mobile della questura di Siena. Perché proprio in quell’attività, i poliziotti sono andati a cercare quell’oro scomparso un anno e mezzo fa a casa del professionista.
Sterline d’oro e una collana per un valore complessivo di 32mila euro.
Le indagini partite dal furto a Siena
L’indagine è partita proprio da quel colpo, che sarebbe stato messo a segno da un grossetano di 43 anni insieme a due complici arrivati dalla provincia di Roma.
Dopo aver svaligiato l’appartamento, il quarantatreenne avrebbe avuto la necessità di monetizzare rapidamente l’oro rubato. Secondo quanto accertato dagli agenti della polizia stradale, le sterline e la collana sarebbero state consegnate a una donna, amica dell’uomo accusato di furto, che avrebbe poi rivenduto i preziosi al compro oro di via Emilia.

In questura mantengono il massimo riserbo sugli sviluppi dell’inchiesta, ma il risultato delle indagini è l’iscrizione di cinque persone nel registro degli indagati.
Chi sono gli indagati e le accuse
Tra gli indagati figura il quarantatreenne grossetano, accusato di furto e autoriciclaggio, difeso dall’avvocato Riccardo Lottini. Sono indagate anche le due persone provenienti dalla provincia di Roma, accusate di furto: avrebbero fatto da prestanome per noleggiare un’auto utilizzata dal quarantatreenne.
Sotto inchiesta anche la donna che avrebbe fatto da tramite con il compro oro, difesa dall’avvocata Federica Putignano. Per lei l’accusa è di riciclaggio e ricettazione e la titolare dell’attività di via Emilia, accusata di autoriciclaggio.
Mercoledì mattina il personale della questura ha eseguito il sequestro preventivo del negozio e ha cercato le monete e la collana oggetto dell’indagine. Gli agenti, però, non avrebbero trovato i preziosi.
Confisca per equivalente e misure cautelari richieste
Non essendo stato rinvenuto l’oro, è stata disposta la confisca per equivalente di 32mila euro, somma pari al valore dei beni rubati. La prossima settimana i cinque indagati compariranno davanti al giudice per le indagini preliminari Marco Mezzaluna per l’interrogatorio preventivo finalizzato all’applicazione delle misure cautelari.
Il pubblico ministero Carmine Nuzzo, che ha coordinato le indagini, ha chiesto la custodia in carcere per il quarantatreenne accusato di furto e autoriciclaggio.
Per i due uomini che avrebbero noleggiato l’auto è stato richiesto il divieto di dimora nelle province di Grosseto e Roma.
Domiciliari, invece, per le due donne: sia per la ragazza che avrebbe fatto da tramite sia per la titolare del compro oro, per la quale è stata chiesta anche la misura interdittiva a proseguire l’attività.



