SUVERETO. Il clima si fa rovente alla Rsa Villa degli Etruschi di Suvereto.
Il sindacato Usb Livorno ha ufficialmente dichiarato lo stato di agitazione del personale, alzando il livello dello scontro con la società Plancia srl (Gruppo Colisée), che gestisce la struttura. Al centro della disputa, l’introduzione di turni lavorativi da 12 ore, definiti dal sindacato come una forzatura isolata e ingiustificata.
L’esposto e il silenzio delle istituzioni
La mobilitazione arriva dopo mesi di tensioni. Usb ha già presentato un esposto formale all’Asl e all’ispettorato del lavoro, segnalando criticità nell’organizzazione del lavoro e nelle condizioni generali all’interno della residenza.
«Ad oggi — lamenta il sindacato — non si è ancora registrato alcun intervento da parte degli enti preposti, mentre l’azienda continua a premere per turnazioni che riteniamo lesive dei diritti contrattuali».
Il nodo delle 12 ore: «Un caso unico nel gruppo»
Secondo l’organizzazione sindacale, la scelta della direzione di Suvereto rappresenterebbe un’anomalia all’interno dello stesso gruppo. Nelle altre Rsa gestite da Colisée e Plancia srl, infatti, il turno di 12 ore non verrebbe applicato.
«Perché solo a Suvereto? È una scelta che viene scaricata esclusivamente sulla pelle del personale – attacca USB -. Questi turni massacranti sono potenzialmente dannosi non solo per la sicurezza dei lavoratori, ma anche per la qualità dell’assistenza offerta agli ospiti della struttura».
Verso lo sciopero
Il sindacato denuncia inoltre la totale mancanza di un confronto reale e il tentativo dell’azienda di imporre deroghe al Contratto Collettivo Nazionale (Ccnl). Di fronte a questo “muro”, i lavoratori hanno deciso di incrociare le braccia simbolicamente, avviando le procedure dello stato di agitazione.
«Non accetteremo che si creino precedenti pericolosi nel settore socio-sanitario – conclude la nota di USB Livorno – Se l’azienda non ritirerà immediatamente le 12 ore e non ristabilirà il rispetto del contratto, siamo pronti a proclamare lo sciopero generale della struttura. La dignità del lavoro e la qualità dell’assistenza non sono negoziabili».