Roselle, stessa strada ma due mondi: trenta famiglie senza fibra | MaremmaOggi Skip to content

Roselle, stessa strada ma due mondi: trenta famiglie senza fibra

In via del Tino internet veloce solo da un lato: dall’altro si resta bloccati alla vecchia Adsl per una cabina obsoleta
A Roselle trenta famiglie aspettano da tempo la fibra ottica

ROSELLE.  Sembra un paradosso, ma purtroppo è una realtà: in via del Tino a Roselle, dai civici compresi tra il 212 e il 288 ben trenta famiglie non possono avere la fibra ottica, quando dall’altro lato della strada i residenti ce l’anno.

L’appello dei residenti: il problema una cabina obsoleta

La situazione, scrivono i residenti, è grottesca: mentre l’intera frazione gode da oltre dieci anni di connessioni Fttc (misto rame) funzionanti, una parte di via Tino è l’unica della zona a essere rimasta ferma alla vecchia Adsl (diventata lentissima per gli standard internet di oggi), a causa di un isolamento tecnico dovuto a una cabina telefonica obsoleta a cui gli utenti in questione sono collegati. Insomma, chi vive dall’altro lato della stessa strada naviga velocemente e dall’altra no.

Via del Tino a Roselle e le nuove cabine per la fibra ottica solo da un lato

I lavori ultimati lasciando fuori un’intera area

Circa otto mesi fa i lavori sono stati completati per la fibra ottica, quella che arriva fin dentro le case: sono stati posati i cavi e portati fino alle abitazioni di tutta Roselle, ma non in una parte di un condominio con appunto le trenta famiglie.

La protesta

«È accettabile che nel 2026, a pochi metri di distanza, esistano cittadini di serie A e cittadini di serie B? – si chiedono i residenti – È giusto che da una parte della strada si possa utilizzare solo la tecnologia di trent’anni fa, e dall’altra parte della stessa strada venga attivata ogni innovazione tecnologica? Fra un anno ci saranno le elezioni amministrative per il comune di Grosseto, quindi chiediamo che Open Fiber/FiberCop (o chi se ne occupa), insieme ai gruppi politici e all’Amministrazione Comunale facciano chiarezza sui tempi di ripristino dell’uguaglianza tecnologica e risolvano questa ingiusta discriminazione che danneggia chi lavora da casa, gli studenti e le famiglie».

 

 

Autore

Riproduzione riservata ©

pubblicità

Condividi su

Articoli correlati