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Rissa dopo Paganico-Sorano: finale violento in Seconda Categoria

La partita della ventesima giornata finisce nel caos: il risultato passa in secondo piano
Il campo sportivo Uzielli di Paganico
Il campo sportivo Uzielli di Paganico

PAGANICO. Una partita importante, una vittoria sul campo e un finale inaccettabile. La ventesima giornata del campionato di Seconda Categoria, girone M, giocata al campo sportivo Uzielli di Paganico, si è chiusa con una rissa a fine gara che ha trasformato per alcuni minuti il terreno di gioco in un vero e proprio ring a cielo aperto.

Pugni, grande confusione e diversi cartellini rossi sventolati dall’arbitro: scene che non hanno nulla a che vedere con il calcio e che hanno finito per mettere in secondo piano il risultato sportivo. A vincere è stato il Sorano, ma la sensazione è che, alla fine, la sconfitta sia di tutti.

Una partita che valeva tantissimo

Il calendario metteva di fronte Paganico e Sorano, due squadre con obiettivi diversi ma accomunate dalla stessa enorme necessità di punti.

Per il Sorano, il successo consente di restare agganciato alle zone alte della classifica, al terzo posto insieme ad altre squadre, con l’obiettivo dichiarato di entrare nei playoff e provare il salto di categoria. Per il Paganico, invece, la gara rappresentava un’occasione fondamentale per allontanarsi dalla zona calda. Una sconfitta che rimescola le carte e rende il cammino ancora più complicato.

Ed è proprio quando la posta in palio è così alta che servirebbero lucidità e responsabilità.

Tensione crescente e controllo che sfugge

Con il passare dei minuti la gara si è fatta sempre più nervosa. Contrasti duri, proteste, nervi tesi. Un clima che si è progressivamente surriscaldato fino a degenerare nel momento peggiore: a partita finita.

Al triplice fischio, l’Uzielli ha offerto uno spettacolo che non dovrebbe mai appartenere al calcio. Un brutto parapiglia, con cazzotti volati e grande confusione, che ha costretto l’arbitro a intervenire con decisione, estraendo diversi cartellini rossi. Provvedimenti inevitabili davanti a scene che non si vorrebbero vedere a nessun livello.

Ora la palla passerà al giudice sportivo, che comminerà squalifiche e multe pesanti. Ma la domanda resta: che calcio è questo, se ogni partita rischia di trasformarsi in una rissa da saloon?

Non è più solo un episodio

L’augurio è che quanto accaduto possa restare un episodio isolato. Ma è difficile dirlo. Nel corso di questa stagione episodi simili si sono già verificati e quando certe situazioni si ripetono, il problema non può più essere minimizzato.

Qui non si parla di agonismo. Qui si parla di violenza.

Il calcio dilettantistico merita rispetto. Dovrebbe essere passione, sacrificio, appartenenza. Non risse, non rabbia incontrollata, non pugni. Chi scende in campo ha una responsabilità verso lo sport, verso le società, verso i giovani che guardano e imparano.

Scene come quelle viste a Paganico, con le panchine che diventano teatro di “guerra” e giocatori che sferrano cazzotti a destra e a manca, fanno male a tutto il movimento e rischiano di rovinare un finale di stagione che dovrebbe essere combattuto sul campo, non fuori.

Serve una presa di coscienza immediata

Se già alla ventesima giornata si arriva a questi livelli di tensione, con ancora diverse partite da giocare, il rischio è quello di un finale di campionato avvelenato, carico di polemiche e squalifiche.

Serve una presa di coscienza immediata, da parte di tutti. Perché il calcio può essere duro. Ma non può e non deve mai diventare violento.

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