VAL DI CORNIA. Non è una questione di “sì” o “no” agli impianti, ma di tutela del territorio e dei cittadini. Legambiente Val di Cornia interviene con decisione sul tema dei grandi progetti di energie rinnovabili (FER) attualmente in fase di autorizzazione, lanciando un messaggio chiaro alle amministrazioni locali: le compensazioni non sono un optional, ma un diritto da esercitare con fermezza.
Il limite del 3%
Secondo le norme vigenti, i Comuni non possono trattare direttamente con gli investitori né ricevere somme in denaro. Le compensazioni devono tradursi in opere pubbliche o ambientali, i cui progetti devono essere presentati dagli enti locali durante le conferenze dei servizi.
Il valore di tali interventi può raggiungere il 3% del valore della produzione elettrica dell’impianto. Una cifra che, calcolatrice alla mano, per i progetti presentati in Val di Cornia potrebbe superare i 10 milioni di euro nell’arco della vita degli impianti.
L’appello ai sindaci: «Non fare richieste è un regalo agli investitori»
Legambiente esprime soddisfazione per la linea adottata dal consiglio comunale di Campiglia Marittima, che si sta muovendo per ottenere opere a tutela del territorio, ma estende l’appello a tutti i Comuni della zona. L’associazione ha formulato tre quesiti precisi alle amministrazioni:
- Partecipazione: Se e come i Comuni stiano partecipando alle Conferenze dei Servizi.
- Progettualità : Quali progetti di opere pubbliche siano stati presentati e per quali importi.
- Coordinamento: Se vi sia la volontà di fare fronte comune per richiedere interventi specifici di messa in sicurezza idraulica, come la realizzazione di vasche di laminazione e la bocca tarata sul torrente Milia.
Una distinzione necessaria
L’associazione ambientalista tiene a precisare che richiedere le compensazioni non significa necessariamente approvare il progetto energetico in sé.
«La richiesta di compensazioni è un dovere di buona amministrazione e non esprime un giudizio sul progetto» – sottolinea Legambiente nella nota. Al contrario, omettere tali richieste viene definito come un’omissione grave e un vero e proprio “regalo non richiesto” ai privati a discapito della collettività .
La sfida per la Val di Cornia è ora quella di non perdere l’occasione di trasformare la transizione energetica in un’opportunità concreta di riqualificazione e sicurezza per il proprio territorio.