PIOMBINO. Snam ha presentato al Ministero dell’ambiente la richiesta di proroga dell’autorizzazione unica per il rigassificatore ormeggiato nel porto di Piombino. La domanda è stata depositata a fine anno ed è attualmente in fase di istruttoria.
L’autorizzazione in vigore scade a luglio e, in assenza di un sito alternativo pronto ad accogliere la nave, la proroga consentirebbe alla Italis Lng di continuare ad operare nello scalo piombinese.
Nessuna alternativa pronta
Al momento non risultano porti alternativi immediatamente disponibili. Le ipotesi valutate nei mesi scorsi non hanno trovato conferme operative e qualsiasi nuova collocazione richiederebbe tempi lunghi per l’adeguamento delle infrastrutture portuali e delle tubazioni necessarie al collegamento alla rete nazionale del gas.
Proprio per questo Snam ha avviato la procedura di proroga, considerati anche i tempi tecnici necessari per l’espressione del parere ministeriale.
Autorizzazione in scadenza e procedimento in corso
La nave rigassificatrice è ormeggiata a Piombino dal luglio 2023. La richiesta di proroga è stata presentata «nelle more del procedimento per l’individuazione della futura collocazione» dell’impianto, che risulta ancora in corso al ministero dell’ambiente.
In attesa dell’esito dell’istruttoria, la permanenza del rigassificatore oltre la scadenza dell’attuale autorizzazione resta dunque legata alla decisione ministeriale sulla proroga.
Il Pd: «L’autorizzazione è temporanea»
Il Partito Democratico prende posizione con una nota congiunta che coinvolge i vertici regionali e nazionali, ribadendo la scadenza della Italis nel porto di Piombino: tre anni e non un giorno di più.
La posizione, che compatta il partito dal territorio fino a Montecitorio, suona come un ultimatum al Governo e una secca risposta alle recenti ipotesi di prolungamento avanzate da Snam.
Secondo gli esponenti del PD, il rispetto dei tempi non è oggetto di trattativa. «L’autorizzazione è temporanea e ha una durata di tre anni che deve essere rispettata» si legge nella nota firmata da Emiliano Fossi, segretario PD Toscana, Marco Simiani, capogruppo in commissione ambiente alla Camera, il consigliere regionale Alessandro Franchi, Simone De Rosas e Fabio Cento.
Il pd sottolinea come la linea della Regione Toscana, guidata dal presidente Eugenio Giani, resti “netta e coerente” con il programma di governo: l’impianto deve lasciare il porto entro i termini stabiliti. Per questa ragione, la richiesta di Snam di estendere la permanenza è definita senza mezzi termini “irricevibile”.
Il mirino sul Governo
Il Pd sposta poi l’attenzione su Palazzo Chigi, denunciando quello che definisce un “silenzio imbarazzante” da parte della premier Giorgia Meloni e del ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin.
«Occorre adesso una rapida e ferma presa di posizione da parte del Governo Meloni», incalzano i firmatari, chiedendo certezze sulla data del trasferimento della Golar Tundra.
Atto dovuto, non merce di scambio
Il pd affronta anche il tema delle compensazioni economiche per il territorio. Il PD chiarisce che gli investimenti per Piombino non possono essere legati a una possibile proroga, ma vanno intesi come un riconoscimento per il “sacrificio sostenuto” da un’intera comunità a favore di un’opera di interesse nazionale.
Sebbene il rigassificatore abbia garantito alcuni contributi economici alle aziende portuali, questi sono stati giudicati “insufficienti” rispetto ai limiti imposti allo sviluppo industriale, siderurgico e logistico della zona.
Le priorità per il rilancio della Val di Cornia
Per i democratici, il futuro di Piombino passa da un piano di investimenti strutturali che non può più attendere attraverso il completamento dei collegamenti terrestri e ferroviari, la realizzazione delle nuove banchine e il potenziamento dello scalo, oltreché all’impulso allo sviluppo occupazionale per garantire stabilità al comparto industriale della Val di Cornia.
La battaglia per il “dopo-rigassificatore” è appena iniziata e il PD promette di non arretrare di un millimetro sulla data del dislocamento.
Il sindaco: «Preoccupati e contrari»
Sulla vicenda interviene anche il sindaco Francesco Ferrari.
«Apprendiamo dalla stampa la notizia della richiesta di proroga sul rigassificatore. Non possiamo nascondere la nostra contrarietà, soprattutto perché il rispetto dei tempi stabiliti era per noi un punto dirimente e un impegno che il territorio aveva accettato forzatamente, nella speranza che si trattasse di una soluzione straordinaria e limitata a tre anni».
«Piombino ha ospitato un’infrastruttura impattante proprio perché era stato chiaramente definito un termine certo. Oggi quello stesso presupposto rischia di venire meno ed è un fatto che non possiamo accettare con leggerezza».
«Ci confronteremo con il Governo e con la Regione e nel caso in cui dovesse prospettarsi una permanenza oltre i termini stabiliti, pretenderemo il pieno rispetto di tutte le autorizzazioni previste dalla legge e garanzie puntuali e verificabili sul piano della sicurezza e della tutela ambientale».
L’unione comunale del Pd: «Subito le compensazioni»
- l’avvio immediato delle compensazioni, a partire dal completamento dello sviluppo infrastrutturale del porto di Piombino;
- atti formali, risorse certe e tempi definiti;
- l’assunzione piena di responsabilità da parte del Governo, unico soggetto titolare delle decisioni».
«La Regione Toscana ha fatto la propria parte con atti chiari e coerenti. Ora spetta al Governo rispettare gli impegni assunti».