PIOMBINO. «Una scelta politica precisa che scarica sul territorio tutti i costi». È durissimo l’intervento di Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente, dopo la bocciatura dell’emendamento al Decreto Bollette sul rigassificatore di Piombino.
Secondo l’esponente dem, quanto avvenuto giovedì 26 marzo a Montecitorio rappresenta una linea chiara del governo guidato da Giorgia Meloni: prorogare l’impianto senza limiti temporali e senza riconoscere compensazioni al territorio.
«Decisione consapevole, non un incidente»
«Non è un incidente parlamentare, ma una decisione consapevole», afferma Simiani.
Il parlamentare sottolinea come la scelta separi i benefici nazionali dagli impatti locali, lasciando cittadini e imprese a sostenere costi economici e sociali senza contropartite. Un passaggio che, secondo il Pd, segna una frattura tra esigenze energetiche del Paese e tutela dei territori coinvolti.
«Esautorato il sindaco, silenzio della destra»
Nel mirino anche il ruolo delle istituzioni locali.
Simiani parla di un sindaco di Piombino esautorato, da sempre contrario al rigassificatore, e punta il dito contro il silenzio dei parlamentari di centrodestra eletti nel territorio. «Non si è levata alcuna protesta», evidenzia.
Respinti 870 milioni per il territorio
Al centro dello scontro politico c’è l’emendamento respinto, che prevedeva 870 milioni di euro destinati allo sviluppo del territorio, alle bonifiche, alle infrastrutture e alla riduzione del costo dell’energia del 50% per famiglie e imprese.
Secondo Simiani, si trattava dell’unico strumento in grado di rendere sostenibile la presenza del rigassificatore.
«Sì alla proroga, no agli impegni»
La sintesi politica, per il capogruppo Pd, è netta: «Sì alla proroga, no agli impegni verso Piombino».
Una posizione che, conclude, «scarica interamente sul territorio il peso delle decisioni energetiche nazionali» e rappresenta una responsabilità politica precisa del governo.