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Rigassificatore di Piombino: la Regione dice no a ogni proroga

Il consiglio regionale della Toscana approva una mozione che dice no a ogni proroga della nave rigassificatrice a Piombino e sollecita il Governo a concludere il trasferimento dell’impianto e a garantire le compensazioni al territorio
Il rigassificatore in porto a Piombino
Il rigassificatore in porto a Piombino

PIOMBINO. Il consiglio regionale della Toscana torna a schierarsi in modo netto sul futuro del rigassificatore di Piombino.

Nella seduta di ieri, mercoledì 14 gennaio, l’assemblea ha approvato a maggioranza una mozione che conferma la contrarietà ad ogni ipotesi di proroga della permanenza della nave nel porto e impegna la giunta a sollecitare il Governo affinché concluda quanto prima la procedura di trasferimento dell’impianto, dando anche seguito alle compensazioni promesse al territorio.

Un atto politico che arriva mentre Snam ha formalizzato la richiesta di proroga, rimettendo in discussione la scadenza fissata al termine dei tre anni concordati al momento dell’autorizzazione.

La mozione Avs–M5s passa, respinta quella di Fratelli d’Italia

La mozione, presentata da Alleanza verdi e sinistra e sottoscritta anche dal Movimento 5 stelle, con prima firmataria Diletta Fallani (Avs), è stata approvata con i voti favorevoli di Pd, Casa riformista, Avs e M5s, mentre Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega si sono astenuti.

Respinta invece una mozione presentata da Fratelli d’Italia, con prima firmataria Marcella Amadio, che chiedeva di sollecitare il Governo a fare chiarezza sulla futura destinazione della nave e a pretendere da Snam la realizzazione delle compensazioni promesse.

“Gli accordi si onorano: nessuna proroga”

Nel suo intervento in Aula, Diletta Fallani ha ribadito che la Regione aveva autorizzato l’impianto a Piombino a condizione che la permanenza fosse limitata a tre anni, ricordando come il presidente Giani, in qualità di commissario, avesse ottenuto la riduzione della durata da venticinque a tre anni.

«Chiediamo che il Governo rispetti quegli impegni: nessuna proroga, nessun rinvio, nessuna ambiguità. Piombino e la Val di Cornia hanno già pagato un prezzo altissimo», ha detto Fallani, richiamando anche la lettera dei comitati dei cittadini che chiedono il rispetto delle scadenze stabilite.

Le compensazioni ancora ferme

Nel dibattito è emersa con forza anche la questione delle compensazioni, più volte annunciate e mai realmente concretizzate.

Secondo Irene Galletti (M5s), l’impegno allo spostamento era già stato assunto nella scorsa legislatura e la proroga non deve essere accettata: «Il patto deve essere rispettato e le compensazioni non sono più rimandabili».

Il Pd: “la richiesta di Snam è irricevibile”

Per il Partito democratico è intervenuto Alessandro Franchi, che ha ribadito una linea definita «chiara e non equivoca»:
«La nave deve lasciare il porto di Piombino alla scadenza, senza ulteriori proroghe. La richiesta di Snam è irricevibile. Piombino ha diritto alle compensazioni come riconoscimento del sacrificio imposto per un’esigenza nazionale».

Le critiche di Fratelli d’Italia e Lega

Più critiche le posizioni delle opposizioni.
Marcella Amadio (FdI) ha ricordato come l’installazione della nave fosse stata sostenuta dal Governo Draghi e dal presidente Giani, accusando la Regione di non aver mai verificato in tre anni lo stato delle compensazioni.

Massimiliano Simoni (Lega) ha invitato ad attendere le decisioni del Governo nazionale e ha parlato di un dibattito che rischia di diventare ideologico.

Una linea politica che incrocia la richiesta di proroga

Il voto del consiglio regionale segna dunque una presa di posizione politica molto chiara, proprio mentre Snam ha messo sul tavolo la possibilità di una proroga.

La Regione Toscana chiede al Governo di chiudere la procedura di trasferimento del rigassificatore, di rispettare gli accordi e di sbloccare finalmente le compensazioni promesse a Piombino e alla Val di Cornia.

Un segnale forte che rende ancora più evidente il conflitto tra esigenze nazionali e tutela di un territorio che, secondo l’Aula, ha già dato abbastanza.

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