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Rigassificatore di Piombino, il “grande bluff” dello spostamento: perché la nave non andrà via

Una nota dell’Appello per il lavoro e lo sviluppo contesta l’ipotesi del trasferimento e chiede di puntare su compensazioni e sviluppo
Il rigassificatore in porto a Piombino
Il rigassificatore in porto a Piombino

PIOMBINO. La richiesta di una proroga di 30 mesi per la permanenza del rigassificatore nel porto di Piombino non è una sorpresa, ma la conferma di uno scenario che da tempo appare evidente.

A sostenerlo è l’Appello per il lavoro e lo sviluppo a Piombino, che in una nota parla apertamente di politica del «grande bluff» e invita ad abbandonare ogni ipocrisia sul futuro dell’impianto.

Secondo il documento, l’idea che la proroga serva esclusivamente a completare lo spostamento della nave rigassificatrice verso Vado Ligure è ormai una narrazione priva di basi concrete.

L’illusione dello spostamento da Piombino

La tesi dello spostamento della nave Italis Lng (Golar Tundra) viene definita un castello di carte destinato a crollare. Il rigassificatore è considerato un’infrastruttura fondamentale per gli approvvigionamenti di gas naturale liquefatto e, in un contesto di forte instabilità internazionale, rappresenta uno strumento chiave per garantire l’indipendenza energetica del Paese.

Una posizione che, come ricordato nella nota, è stata illustrata anche dai tecnici del ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica durante il consiglio comunale di Piombino del 2 dicembre 2025.

Nessuna alternativa reale a Vado Ligure

A rafforzare questa lettura c’è l’assenza di alternative concrete. Il sito di Vado Ligure, indicato come possibile destinazione futura, è infatti ostacolato da criticità tecniche e da resistenze locali tali da renderlo, di fatto, non disponibile.

Una situazione confermata anche dal ministro Gilberto Pichetto Fratin durante l’incontro di Campiglia Marittima dell’agosto 2025. Parallelamente, sottolinea l’Appello, non risultano altre localizzazioni alternative attualmente al vaglio degli enti tecnici.

La banchina Est come infrastruttura strategica nazionale

Un altro elemento centrale riguarda la classificazione della banchina Est del porto di Piombino. Con il decreto legge 50 del 2022 (decreto Aiuti), l’area e i relativi impianti sono stati individuati come infrastruttura strategica nazionale.

Questo passaggio, secondo i firmatari della nota, ha trasformato di fatto il porto in un terminal gas che dovrà essere mantenuto in piena efficienza operativa, precludendo qualsiasi utilizzo alternativo futuro.

I numeri del rigassificatore nel 2025

Contrariamente alle narrazioni più allarmistiche, il documento richiama una serie di dati tecnici che evidenziano l’efficienza e la sicurezza dell’impianto nel corso del 2025:

  • il GNL ha coperto il 32% del fabbisogno nazionale di gas, contro il 10% del 2021
  • Piombino ha gestito circa il 20% delle operazioni di scarico complessive in Italia
  • sono stati immessi in rete 5 miliardi di metri cubi di gas
  • il terminale di Piombino è risultato il più utilizzato in Europa in termini percentuali, con l’attracco di 43 navi metaniere
  • il sistema di sicurezza portuale, potenziato con quattro rimorchiatori operativi 24 ore su 24, ha garantito la continuità delle attività

Secondo l’Appello, lo spostamento del rigassificatore non avrebbe alcuna logica industriale, economica o finanziaria e non troverebbe giustificazione né sul piano ambientale né su quello della sicurezza.

Le richieste: stop ai bluff e via alle compensazioni

Da qui l’appello finale a cambiare approccio. Il documento chiede di abbandonare ipotesi considerate illusorie e di prendere atto della probabile permanenza dell’impianto nel porto di Piombino.

In questo quadro viene proposta l’immediata istituzione di una commissione sulle compensazioni, con il compito di valutare e attuare le misure necessarie al rilancio industriale e infrastrutturale della città.

«Il tempo dei bluff è scaduto», si legge nella nota. Piombino, secondo i firmatari, ha bisogno di unità di intenti, scelte concrete e sviluppo, non di promesse legate a traslochi che la realtà rischia di smentire ancora una volta.

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